
Come ogni mese, Informare vi propone alcuni testi da leggere.
Timoty Snyder – Sulla libertà – Rizzoli
Timothy David Snyder, nato il 18 agosto 1969, è storico, scrittore e accademico specializzato nella storia dell’Europa orientale e dell’Olocausto. Tra i suoi libri, Il principe rosso (Rizzoli 2009); Terre di sangue – L’Europa nella morsa di Hitler e Stalin (Rizzoli 2011); Novecento – Il secolo degli intellettuali e della politica (Laterza 2012); Terra nera – L’Olocausto fra storia e presente (Rizzoli 2015); Venti Lezioni (Rizzoli 2017); La paura e la ragione – Il collasso della democrazia in Russia, Europa e America (Rizzoli 2018). “Sulla libertà” è una ricerca che non lascia scampo: ci conduce in un emozionante viaggio intellettuale alla ricerca del Valore che rende tutti gli altri possibili. «Il libro è dedicato al valore dei valori. Se siamo preda degli istinti altri ci usano. Invece bisogna saper dire di no». In queste pagine Snyder ci aiuta a capire esattamente per cosa stiamo combattendo: la libertà, che non è assenza di male ma presenza di bene; che non si eredita e non è data ma è pratica concreta da mettere in atto ogni giorno; che non è libertà “da” ma libertà “di”: libertà di realizzare cose, di prendersi dei rischi per il futuro che desideriamo, di progettare un governo in cui noi e le future generazioni possiamo fiorire; è quindi libertà di prosperare ed essere felici. Con la dovuta attenzione e garbo letterario affronta questioni spinose, non facili da dipanare, come provare a conciliare le libertà individuali e quelle di sistema, collettive, comunitarie. L’inganno delle scorciatoie porta ad immaginare che Libertà sia solo “assenza di regole”. Utile risulterebbe pensare a come conciliare le sfere del diritto individuale e l’esercizio dei poteri collettivi. Troppo spesso si parla di libertà senza mai pensare a cosa sia davvero. Libertà come assenza di qualcosa, dunque noi contro gli altri; noi e le barriere, noi e la negazione delle evidenze.
Le avventure di Pinocchio. Dipinte e scritte a mano da Marcello Jori – Rizzoli
Il maestro Jori nasce a Merano nel 1951; è fotografo, pittore, illustratore, narratore. Esegue le sue opere attingendo da generi e maestrie che spesso venivano definite inconciliabili. Le certezze spesso sono il crogiolo che genera grandi tragedie! Soltanto la sua lucida follia poteva immaginare di realizzare Scrittura e Disegni di quella che resta una delle più importanti opere mai realizzate: Il Pinocchio di Collodi. Certo, le origini sono importati; quel menestrello di Lorenzini frequentava i macchiaioli ed era sempre affascinato dalle novità del suo secolo. Soprattutto quelle che riguardavano la vita: Pinocchio è anche questo. Affetti, paure, incontro con il male. Jori istruisce il suo percorso attraversando una proficua intesa con artisti che lavoravano nel laboratorio di Valvoline (nato negli anni ’80 di cui faceva parte tra gli altri Tuveri, Brolli, Carpinteri), una delle più importanti esperienze nel campo della musica e del fumetto internazionale, ed arriva infine al suo Pinocchio in cui mescola il personale percorso artistico. Il risultato risulterà evidente sfogliando le pagine del libro: tira fuori l’anima essenziale delle Storie di Collodi. Così la Scrittura, intuitiva e furba come l’Arte. Così i Colori, tra coline, aniline e ori, spesso trasparenti, per tratteggiare il Genio di un Ponte ed offrire l’unico viatico possibile ed avvicinare Fumetto e Arte: distanza e lontananza mai esistita e del tutto inventata dai benpensanti del “lasciate stare la serpe che dorme”. Dunque concedetevi a questa rilettura e a questa festa dei colori: è solo la Festa della Vita.
di Raffaele Mercaldo
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