
Una vera e propria piazza contemporanea, aperta a qualsiasi visitatore internazionale e all’intera cittadinanza partenopea. Ormai è ufficiale: l’ex Palazzo della Zecca di Napoli è stato acquistato da Prelios Sgr – società di gestione del risparmio del Gruppo Prelios. Ma non è tutto: proprio tra le mura di questo immobile dal grande valore storico-artistico nascerà un ostello di nuova generazione. Il cuore del progetto sarà curato dall’operatore specializzato Yellow Square, e sarà analogo a tanti altri piani attuati in altre città d’Italia come Milano, Roma e Palermo. L’obiettivo è ormai chiaro: risollevare le sorti di questa straordinaria struttura, facendone uno spazio innovativo, dedicato proprio all’ospitalità, alla socialità e alla cultura.
Proprio all’interno dell’ex Palazzo della Zecca di Napoli – sito nel quartiere Pendino – sorgerà un ostello di nuova generazione: il progetto affidato a Yellow Square prevederà un bar al piano terra, uno spazio dedicato al coworking, una cucina comune per tutti gli ospiti e un area per eventi. Sebbene l’edifico è dichiarato di interesse storico-artistico, la compravendita è stata possibile in quanto funzionale ad un massiccio intervento di ristrutturazione e restauro. Come dichiara l’azienda protagonista dell’acquisto il progetto ambisce a ottenere la certificazione BREEAM In-Use con rating «Very Good», affinché si raggiunga un buon livello di sostenibilità ambientale. Non si tratta di un unicum: circa un mese fa ha aperto Stella, di OSA place, un progetto ideato da Roberto Marone, il cui slogan è «per quando vuoi uscire, rimanendo a casa».
Come già trattato in un precedente articolo, Napoli da anni vive una profonda emergenza abitativa che coinvolge studenti e lavoratori. Difatti, il progetto “Inside Airbnb“, un progetto autonomo dal colosso statunitense e che fornisce in tutto il mondo dati sull’impatto di Airbnb sulle comunità residenziali, ha rilevato che a Napoli gli affitti a breve termine sono più di 10.000, di cui quelli a brevissimo termine (cioè con annunci con un soggiorno minimo inferiore a 30 giorni) sono l’82%. Dunque, solo considerando la piattaforma Airbnb, escludendo l’equazione hotel, booking.com e ostelli di nuova generazione, Napoli vive una situazione disastrosa, che rende invivibile la città. I regolamenti in vigore a Napoli non sono sufficienti per controllare o arginare questa situazione.
Perciò, la questione da capire nel lungo termine è la seguente: un nuovo tipo di ostello nel centro storico, un nuovo prototipo di affitto a breve termine, fondato su condivisione, rispetto e socialità, potrà in qualche modo migliorare una situazione in crisi da anni?
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