Nel vivo quartiere del Vomero, dall’idea dello scrittore Lorenzo Marone e della counselor e mediatrice familiare Roberta Nicodemo, ha preso vita un progetto coraggioso e fuori dagli schemi: “Luce, libreria emotiva”. Una libreria sui generis che prende il nome da uno dei personaggi più amati di Lorenzo, una giovane donna determinata, indipendente, combattiva, una donna che ha il coraggio di lottare per la legalità e per ciò in cui crede. E proprio da questo simbolo nasce quello che non è un semplice luogo di vendita di libri, ma un presidio di ascolto, introspezione e condivisione, frutto del desiderio di creare uno spazio dove le persone potessero ritrovare sé stesse attraverso la lettura e la socialità. Lorenzo Marone, intervistato a pochi giorni dall’apertura, ci ha raccontato la visione che ha dato vita a questo suggestivo luogo.
Il percorso emotivo della Libreria Luce
“Luce” è una libreria diversa dalle altre, fin dall’idea stessa che c’è alla base del progetto, dalla voglia di creare uno spazio in cui fondere due distinti percorsi professionali e personali: da una parte l’interesse per la letteratura come strumento di esplorazione dell’anima, dall’altra l’esperienza nell’ambito dell’attività di counceling e supporto emotivo e relazionale.
Ciò che infatti contraddistingue Luce è la scelta del concept di libreria che si va a sviluppare, un luogo in cui i libri non sono organizzati per genere o per autore, ma per emozioni. Gioia, rabbia, tristezza: ogni scaffale è una porta aperta su uno stato d’animo, una sorta di Inside Out in versione letteraria. Chi entra, viene accompagnato per mano in un percorso intimo e suggestivo verso la propria interiorità. Ogni libro è selezionato con cura e sensibilità, si guardano le “potenzialità emotive e riflessive” di ciascuna opera. Poche novità editoriali, molta saggistica e narrativa pensate per accompagnare chi entra in libreria nel proprio “viaggio interiore”.
Uno spazio per parlare di sé
Ciò che rende dunque Luce un posto davvero speciale è il suo non “limitarsi” ad essere una libreria. Si tratta anche di uno spazio in cui chiunque può rifugiarsi e prendersi una pausa dalla frenesia di tutto il mondo che c’è fuori. Un luogo in cui ci si può permettere finalmente di rallentare e parlare di sé. «Quando si chiede “come stai?”, la risposta che ciascuno dà quasi automaticamente è “tutto bene”. In realtà nessuno sta davvero bene, e nessuno si prende il tempo di capire come stia realmente o per parlare a qualcuno» racconta Lorenzo. Per questo la scelta di creare un luogo che fosse anche un punto di incontro e di raccolta. Una tisaneria, un laboratorio, un piccolo angolo nella città in cui, alla lettura di un libro davanti ad un caffe, vengono proposti anche corsi di scrittura creativa, gruppi di lettura condivisa, laboratori esperienziali e di supporto.
Ad affiancare i partecipanti ci sono infatti figure professionali qualificate che accompagnano il percorso con competenza e sensibilità, offrendo strumenti concreti e spunti di riflessione per il benessere emotivo di ciascuno, sempre disposti ad offrire un consulto, a tendere una mano. Ogni attività è progettata per favorire la crescita personale ed il confronto in un ambiente accogliente. Il fine è uno solo: ritrovare la bellezza del contatto umano, costruire una comunità consapevole e solidale.
Luce illumina il quartiere
Nonostante abbia aperto da poco, Luce ha già conquistato l’attenzione del quartiere e oltre. Alcuni entrano pensando di trovare una piccola libreria di quelle classiche, ma scoprono un’esperienza diversa, fatta di ascolto e presenza. «Siamo in controtendenza, in un mondo in cui le librerie chiudono e si moltiplicano solo i ristoranti. Ma crediamo ci sia ancora bisogno di luoghi come questo, dove non si consumano solo cose, ma esperienze» dice ancora Lorenzo. Lo scrittore smentisce quell’opinione diffusa secondo cui le persone avrebbero disimparato a vivere il sociale o a godere della lettura di un buon libro su carta stampata. Al contrario, ciò che osserva, soprattutto nel periodo post-pandemico, è un ritorno a questi bisogni fondamentali: il desiderio di stare insieme, di condividere spazi, parole, riflessioni, una vera e propria sete di socialità.



















