
iMERMAID è un progetto europeo focalizzato principalmente sulla protezione del Mar Mediterraneo e del suo ambiente circostante, svolgendo un ruolo cruciale in diversi settori. L’obiettivo è affrontare le crescenti minacce di inquinamento in generale e in particolare della contaminazione chimica, integrando strategie innovative per la prevenzione, il monitoraggio e la bonifica del mar Mediterraneo.
iMERMAID è un consorzio costituito da 26 partner europei ed extra-europei. Il progetto si basa proprio sulle collaborazioni tra consorziati per sviluppare tecnologie avanzate e rafforzare le normative per ridurre la contaminazione dei fattori ambientali.
Sono state già introdotte da tempo alcune soluzioni innovative, pertanto anche replicabili, su diversi fronti. Ad esempio: si è dato ampio spazio alla formazione dei più giovani attraverso un programma di sviluppo specifico per la conservazione dell’acqua dal punto di vista quali-quantitativo; sono state elaborate specifiche raccomandazioni politiche per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento; è stato lanciato il cluster iMERMAID come componente integrante della struttura di supporto ai fari del bacino del Mar Mediterraneo. Sono stati già distribuiti circa 800.000 euro per test tecnologici e azioni mirate.
Per raggiungere gli obiettivi, il progetto prevede di intervenire in diverse aree con specifiche tecnologie avanzate, come, ad esempio: bonifica microfluidica; plasma a scarica pulsata; tecnologia avanzata per la rimozione e il recupero dei metalli pesanti; un sistema per la manutenzione e pulizia dei moduli ad osmosi inversa; etichettatura di conformità alla tracciabilità per i prodotti surgelati. In questo momento sono in corso cinque casi studio, di cui uno proprio in Italia.
Il caso studio italiano propone una soluzione innovativa per la rimozione dei metalli pesanti come ad esempio cadmio, piombo e mercurio. Molti di questi metalli pesanti sono pericolosi anche a basse concentrazioni e l’accumulo di questi inquinanti rappresenta una minaccia significativa per l’ambiente e gli ecosistemi acquatici. Una volta che i metalli sono entrati nell’ambiente, rilevarli ed eliminarli dall’acqua si rivela difficile.
È fondamentale, pertanto, prevenirne qualsiasi rilascio nell’ambiente.
Il caso studio si concentra sul monitoraggio della qualità dell’acqua e sulla rimozione dei metalli pesanti dalle acque reflue. Per rimuovere i metalli pesanti (in particolare zinco, rame e alluminio) è stata utilizzata l’innovativa tecnologia 4D Scavenger® integrata in un impianto di trattamento delle acque reflue. La tecnologia è in grado di estrarre selettivamente i metalli pesanti dall’acqua ed è attesa la rimozione di almeno il 95% degli stessi. È prevista, infine, l’installazione di un sistema di sensori per gli inquinanti in tempo reale con l’obiettivo di ridurre le concentrazioni dei metalli pesanti al di sotto delle soglie normative.
Testo tratto dal numero mensile di marzo 2026 di Magazine Arpa Campania Ambiente.
«Il nuovo incendio divampato nel sito di Taverna del Re, a Giugliano, a soli quindici giorni dal precedente rogo, è un fatt...
Dopo la storica promozione raggiunta alla fine della scorsa stagione, la Juvecaserta 2021 si appresta ad affrontare il campio...
L’arrivo della 38° edizione della Coppa America sta man mano cambiando il volto di Napoli, prima ancora che le barche entr...
Il 25 settembre, nel corso del suo viaggio apostolico in Francia, Papa Leone XIV visiterà la sede dell’UNESCO a Parigi. Un...