
Le domande al fondo anti usura in Campania, come dichiara il commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura, sono in vertiginoso aumento.
In occasione della riunione dell’Osservatorio provinciale sull’usura, tenuta a Brindisi il 14 aprile, Maria Grazia Nicolò, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura, ha dichiarato che la provincia di Napoli è quella dove le istanze di accesso al fondo di solidarietà sono state in consistente aumento. I dati sono allarmanti: nel 2025 in Italia sono stati spesi più di 15 milioni di euro per le vittime di estorsione e usura e «le regioni maggiormente interessate – come dichiara Nicolò – da queste erogazioni – dal fondo anti usura – chiaramente sono la Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia. Soprattutto la Campania ha ottenuto il maggior numero di risorse».
L’estorsione e l’usura, purtroppo, non sono una novità in Campania: come testimonia un sondaggio dell’associazione Libera dello scorso anno, il 44,3% degli intervistati ha definito il pizzo un problema “abbastanza serio” e il 9,28% “molto grave“.
Tuttavia, questi dati sono solo quelli visibili alla luce del sole: i fenomeni di estorsione e di usura molto spesso non sono denunciati dalle vittime, eludendo, così, le statistiche stilate dal governo. Difatti, il commissario Nicolò sostiene che “il percorso che porta la vittima a denunciare deve essere sostenuto e la collaborazione della società civile è fondamentale. Si tratta di un percorso encomiabile e che deve essere sostenuto anche nella fase successiva. Dobbiamo essere tutti noi, società civile, perché le istituzioni già ci sono e il loro lavoro lo fanno, a sostenere la vittima nel percorso di reinserimento di economia legale. Occorre aiutarlo. Non deve vivere la condizione d’isolamento successiva alla fase della denuncia”.
Si tratta di una realtà complessa, un giro di affari di più di 2 miliardi di euro l’anno, ma che, grazie al sostegno delle associazioni e delle istituzioni, è possibile combattere e denunciare, come testimoniano i dati UIF, secondo cui le segnalazioni di operazioni sospette nel 2025 in Campania sono in aumento.
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