
All’Archivio di Stato di Caserta, il 25 agosto 2026 è approdata una delegazione della Tokai University, ateneo privato con sede a Tokyo. La missione è stata svolgere uno studio, basandosi sulle fonti archivistiche, sulla produzione di seta che accomuna San Leucio e l’attuale prefettura di Gunma.
Una ricerca comparata tra due realtà molto distanti, il Regno Borbonico (1735-1861) e lo Shogunato Tokugawa (1603-1868), soprattutto secondo una prospettiva culturale e geografica.
Nel 1789, a San Leucio, frazione del comune di Caserta, nacque un peculiare progetto noto come Real Colonia di San Leucio. Fu un esperimento sociale di comunità, urbanistica e società, ispirato ai principi dettati dall’età dei lumi di equità e dispotismo illuminato. Alla base vi era la produzione serica, che nel tempo ha acquisito fama in tutto il mondo, richiamando molti artigiani di diversa provenienza. Con l’avvento dell’unità d’Italia nel 1861, lo statuto di San Leucio perse di valore legale, mentre tuttor sopravvive la lavorazione della seta.
Nell’attuale prefettura di Gunma, vi è una lunga storia di produzione della seta risalente all’era Edo, quando era ancora chiamata Joshu. Con la forzata apertura del Giappone al mondo esterno, e l’imposizione dei trattati ineguali dalle potenze occidentali, l’esportazione della seta divenne un pilastro dell’economia del paese. Ne fu complice anche la diffusione della pebrina, una malattia che colpì i bachi da seta di Francia e Italia. Come soluzione si decise di importare le uova da bachi da seta da zone non infette, come quelle giapponesi.
A fare da sfondo il complicato periodo della restaurazione Meiji (1868), nel 1872, grazie al trasferimento di tecnologia e know-how dalla Francia e dall’Italia, nacque il Mulino della seta di Tomioka. Quest’ultimo divenne così il primo insediamento industriale moderno nel campo della sericoltura in Giappone e il Giappone, il paese leader nell’esportazione di seta. L’Italia era il maggior esportatore europeo.
Fu proprio grazie alla seta che nacquero i primi rapporti, commerciali e culturali, tra i due paesi. Testimonianza dell’importanza culturale ed economica, entrambi i siti sono inclusi tra i Patrimoni UNESCO: il Complesso di San Leucio è iscritto dal 1997, mentre i centri produttivi di Gunma dal 2014.
L’obiettivo dello studio è comprendere come la produzione della seta abbia trasformato i meccanismi di lavoro e l’impalcatura della società. E non solo, come la sua strada si sia incrociata con la rivoluzione industriale, riuscendo ad inserirsi con successo sia all’interno di una tradizione locale preesistente che nel panorama internazionale.
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