
Napoli registra il record italiano di emigrazione giovanile: la provincia perde quasi 90mila under 34 in un decennio, più di qualsiasi altra area del Paese.
Ancora un triste record per la provincia di Napoli che guida la classifica negativa delle province italiane per calo demografico giovanile. Lo rivela un report della Cgia di Mestre, intitolato “Meno giovani, più pensionati. Chi lavorerà in Italia nel 2030?“. Rispetto a dieci anni fa, l’area partenopea ha perso 87.643 residenti tra i 15 e i 34 anni. Si tratta di un numero enorme. A livello regionale, la Campania ha visto allontanarsi quasi 180 mila giovani dal 2015 a oggi. Il fenomeno unisce due dinamiche: da un lato la crisi demografica, e dall’altro una crescente emigrazione giovanile verso altre regioni che offrono lavoro e speranze.
I numeri della “nuova questione meridionale” assumono un peso ancora maggiore se confrontati con le grandi città del Nord Italia. Milano registra infatti un aumento di oltre 65 mila giovani, seguita da Bologna con +26 mila, Torino con +12 mila, Genova con +10 mila e Venezia con +4 mila. Il quadro campano resta invece negativo su tutto il territorio regionale: Caserta perde oltre 23 mila giovani, Salerno circa 38 mila, Avellino 17 mila e Benevento 11 mila.
L’impatto della fuga giovanile si riflette in modo diretto sul mercato del lavoro. Entro il 2029, circa 3 milioni di italiani andranno in pensione senza un adeguato ricambio generazionale. In Campania i nuovi pensionati supereranno le 210 mila unità. Secondo la Cgia, puntare solo sull’immigrazione per colmare i vuoti occupazionali sarebbe un errore, in assenza di una gestione più efficace dei flussi in ingresso legati anche al Piano Mattei.
La regione resta inoltre quella con il più alto tasso di lavoro irregolare in Italia. Cresce infine la preoccupazione per la sostenibilità del sistema pensionistico, penalizzato da carriere discontinue e retribuzioni basse. Sul fronte sanitario, la popolazione over 65 assorbe oggi il 60% della spesa nazionale: una quota destinata a raddoppiare entro il 2050, quando gli over 65 saranno il 35% degli italiani. Secondo il centro di ricerca Ref, tra il 2011 e il 2024 il trasferimento di capitale umano dal Sud al Nord è costato 148 miliardi di euro, considerando che il 43% dei giovani emigrati è laureato e il 42% diplomato.
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