
L’ultimo mese ha rappresentato una grande sfida per la salute e per la salvaguardia del territorio in America Latina. Si parla ormai di una vera e propria emergenza che si estende dalla Colombia all’Argentina. Le immagini satellitari restituiscono la gravità della situazione: i numerosi incendi in Sud America stanno provocando danni di un’entità indicibile.

Dall’inizio del 2024, in tutto il continente si sono registrati 350mila focolai, un dato record nella storia. Al di sopra delle zone più colpite, si sta addensando una coltre di fumo che impatta sulla respirabilità dell’aria. Basta dare uno sguardo ai dati delle emissioni per avere un’idea: il Brasile e la Bolivia, da soli, hanno rilasciato 210 megatoni di anidride carbonica nel 2024, causando un’ondata devastante di incendi regionali aggravati dalla già menzionata siccità. Le fiamme, ormai fuori controllo, stanno minacciando numerosi centri abitati, soprattutto brasiliani, tra cui la stessa San Paolo. In diverse città, inoltre, sono stati evacuati interi quartieri e chiusi provvisoriamente gli aeroporti.
Tra le cause principali degli incendi c’è, indubbiamente, l’enorme problema della siccità. In Brasile, per esempio, la pioggia è mancata per oltre 160 giorni. Secondo gli esperti, tale siccità è stata nettamente peggiorata dal ciclo de El Niño, un fenomeno climatico naturale che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale nei mesi di dicembre e gennaio in media ogni cinque anni, amplificato a sua volta dal cambiamento climatico. Tuttavia, va sottolineato che molti degli incendi hanno quasi certamente cause dolose. Al momento, l’area di foresta bruciata in tutto il continente, secondo le stime del giornalista Ferdinando Cotugno, corrisponde all’area di Sardegna e Sicilia. Guardando la mappa, più di metà continente è in fiamme, dall’Ecuador al Paraguay, peggiorando in alcuni luoghi del Brasile.
Nel paese, infatti, sta bruciando sia l’Amazzonia sia la zona del Pantanal, la più grande zona umida del mondo. La situazione risulta persino peggiore che durante il primo periodo successivo alla deregolamentazione sulla protezione della natura del presidente Bolsonaro. Tanto è vero che dei numerosi incendi in tutto il Sud America, il 60% sta avvenendo nel territorio brasiliano.
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