
“Caro governo, caro Parlamento Italiano. Vi scrivo dai Campi Flegrei. Terra che avete appena tradito, compiendo un atto gravissimo. Perché siete riusciti a bocciare tutti gli emendamenti e le proposte scritte per affrontare i gravi disagi che stanno vivendo migliaia di cittadini e di famiglie flegree”. Sono queste le parole con le quali il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione esordisce all’interno di un post pubblicato sul suo profilo Facebook. Parole forti, che esprimono il profondo senso di frustrazione e il grande sconcerto che il fronte compatto costituito dai primi cittadini dell’area dei Campi Flegrei provano nei confronti del Governo e del Parlamento italiano. È infatti ancora calda la questione della bocciatura in blocco di tutti gli emendamenti presentati alla Camera per fronteggiare la grave emergenza bradisismo che sta stringendo l’intera zona in una morsa da mesi.
“No agli aiuti agli sfollati per effettuare i lavori alle abitazioni inagibili. No ai fondi per i cittadini che da due mesi sono fuori casa. No ai fondi per le attività commerciali in ginocchio. No a fondi e poteri speciali per mettere in sicurezza i costoni. No ai fondi per assumere personale nei municipi. No a ogni cosa. Senza rispetto. Senza pudore“, prosegue il sindaco contro i palazzi romani. Una serie di “no” – quelli incassati sul tavolo della Camera dei Deputati – che tracciano una situazione a dir poco drammatica, caratterizzata da un blocco totale dei fondi indispensabili per la sopravvivenza socio-economica della zona.
Una situazione che denota, dopotutto, l’aspetto più controverso di questa questione, soprattutto se si guarda alla genesi di queste proposte: “Un fatto gravissimo. E non perché quelle proposte fossero dei sindaci”, chiarisce Della Ragione, spiegando che non si trattavano di richieste isolate, ma bensì del “risultato di un lavoro compiuto con i comuni di Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, con la Regione Campania, con i comitati civici e con lo stesso governo. In Prefettura, su un tavolo istituzionale. Una cabina di regia che ha proposto soluzioni. Emendamenti, che sono stati tutti bocciati. Sia quelli delle opposizioni che quelli della maggioranza. Nonostante fiumi di promesse e di impegni presi”.
“Allucinante – scrive, deluso, il Sindaco – sono due mesi che si battono il pugno sul petto perché “non avete chiesto lo stato di emergenza”. E poi, quando hanno la possibilità di approvare azioni veramente utili per cittadini flegrei, le bocciano. Le cancellano, le calpestano”. Ma le battaglia del sindaco non sono di certo finite qui. Le fasce tricolore sono infatti pronte per essere trasferite direttamente sotto i palazzi del potere della Capitale. La pazienza è finita. “Perché le chiacchiere non servono più – continua Josi – e neppure gli annunci. Qui servono i fatti. E subito”. Non piaceri o cortesie, ma ciò che spetta ad un territorio ferito. “Non consentiremo a nessuno di lasciarci in ginocchio. E sappiatelo. Noi difenderemo la nostra gente, la nostra terra. Faremo il nostro dovere. Fino in fondo. I Campi Flegrei vogliono tutto“, ha concluso il sindaco.
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