
Dopo i vari interventi e i progetti di riqualificazione urbana attuati a Scampia negli ultimi anni, l’attenzione ora si sposta su un rione preciso, quello di Monterosa. Ai nostri microfoni è intervenuto Nicola Nardella, presidente dell’VIII Municipalità di Napoli, che ci ha fornito delle risposte concrete sulle difficoltà che il rione sta affrontando, tanto che la municipalità e le associazioni del quartiere hanno avviato una raccolta firme per un progetto. La zona è diventata un luogo di aggregazione per molti ragazzi, anche provenienti da altre aree di Napoli.
Il problema però sussiste quando, data la mancanza di attività e strutture adeguate alla movida serale, i giovani si divertono a fare gare motociclistiche notturne con schiamazzi prolungati, ai quali sono seguite le lamentele dai cittadini. Il progetto pensato da Nardella si articola principalmente su tre punti cardine: un piano traffico per la sicurezza stradale diverso da quello attuale, che non tutela cittadini e bambini che giocano nelle aree verdi in piazza; la riapertura del mercatino rionale e l’apertura dell’ufficio poste: «Noi della municipalità elaboreremo un piano tecnico d’interventi che soddisfi le esigenze sia dei cittadini che dei giovani che hanno bisogno di socializzare».

Il benessere di giovani e bambini è di primaria importanza. Interventi già attuati e di concreta utilità per loro sono stati molti, come la riqualificazione della piscina Galante grazie ai fondi PNRR, la costruzione di un campetto di calcio in collaborazione con Lay’s e uno di pallacanestro grazie ad una legacy con Red Bull. «Stiamo studiando la presenza di alcuni operatori sociali, principalmente nei luoghi di aggregazione del Monterosa. Vogliamo creare un gruppo informativo sulle dipendenze, insieme all’aiuto del Sert e di enti del terzo settore, al fine di informare gli adolescenti sul problema, sulle varie tipologie e sugli effetti delle droghe. Bisogna utilizzare un approccio di consapevolizzazione» dice Nardella.
Oltre al Sert, importantissimo è il Centro Antiviolenza “Dream Team- Donne in Rete”, che rappresenta un altro polmone culturale del territorio. Abbiamo ascoltato anche Antonio Di Guida, attivista di AmbientiAMOci aps: «Cerchiamo di far diventare il quartiere un luogo dove la qualità di vita sia maggiore. L’obiettivo è un progetto eco-sociale che deve essere svolto insieme alle istituzioni, e il presidente Nardella ci sta aiutando su questo, mettendo noi giovani al centro degli interventi».
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