
È giunto alla seconda edizione un appuntamento ormai divenuto imperdibile. Dopo aver già fatto la storia con l’Elixir Falernum, sottoposto ad affinamento underwater, non si esauriscono gli studi condotti dall’Antica Distilleria Petrone nel mondo dell’affinamento subacqueo. In particolare, protagonista delle indagini è stato il prodotto più iconico che contraddistingue la storica azienda casertana nel panorama enogastronomico nazionale e, in particolare, meridionale: il limoncello.
A seguito, infatti, della straordinaria iniziativa svoltasi nel cuore di Napoli, presso il Castel dell’Ovo – quest’anno saranno i meravigliosi fondali di Capri a custodire la cassa di limoncello, che l’antica distilleria ha immerso durante la mattinata di lunedì 29 giugno. Sono state, infatti, ben 450 le bottiglie trasportate dalla nave Patrizia dal Molo Beverello sino all’isola azzurra, precisamente presso gli iconici faraglioni, al largo di Marina Piccola, i cui abissi hanno accolto la cassa. Ed è qui che queste rimarranno per ben dodici mesi in affinamento underwater, a circa 18 metri di profondità, cullate dalle correnti marine, a una temperatura costante e soprattutto al riparo dalle fasi lunari e in totale assenza di luce e ossigeno.

Insomma, un evento unico, che si ascrive a pieno titolo nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy e gode del patrocinio del Comune di Napoli, del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Insomma, un appuntamento unico, e che rappresenta il frutto di un lavoro sinergico condotto da numerose realtà attive sul territorio, tra le quali si segnalano BCC Roma, YDigital Firm, Form & ATP, Luxurya Parfum, Caffè Domizia, Ristorante Le Colonne, Gelateria La Fenice, Casatiè, Pasticceria Benito, Serao 1978 e Consorzio di tutela Mozzarella di bufala campana Dop.
Un lavoro che vede protagonista proprio il limoncello: un liquore che “nel panorama enogastronomico italiano e, in particolare, campano, costituisce uno dei prodotti più importanti. È, dopotutto, il re degli spiritz in tutto il mondo“, come ha sottolineato l’attuale amministratore delegato dell’azienda casertana Andrea Petrone. “È dal 1858 che produciamo il limoncello servendoci soltanto di bucce di limone, zucchero e alcol”, ha proseguito Andrea, osservando come nulla sia casuale ma bensì sia supportato da una valida motivazione scientifica: “Le bucce di limone, da un punto di vista chimico, contengono una serie di oli essenziali che determinano il colore e il profumo di questo prodotto, rendendolo unico”.
Insomma, si tratta di un’iniziativa a dir poco singolare, che costituisce una tappa importante per gli studi e delle indagini compiuti dall’Antica Distilleria Petrone per sottoporre le bottiglie dell’iconico liquore a maturazione sottomarina. Ma non è tutto: l’azienda gode infatti di un altro importante primato, connesso all’evoluzione subacquea dei distillati, essendo stata la prima a sottoporre un liquore emerso a un programma di ricerca. Tutto inizia “nel 2021”, come ha evidenziato Andrea, “in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Proprio allora, infatti, decidemmo di immergere ben 450 bottiglie di liquore Elixir Falernum“.
Uno studio che fu replicato per ben due volte, che evidenziò “dei cambiamenti radicali dei prodotti immersi nelle profondità marine, non soltanto nel colore ma anche nel tasso alcolico e nel profumo“, ha proseguito Petrone. Insomma, un risultato incredibile, che spinse l’azienda a riprovarci: “Abbiamo pensato di immergere una cassa di 450 bottiglie di limoncello nel golfo di Napoli, al largo di Castel dell’Ovo”. Bottiglie che a ottobre 2025 sono state emerse e “inviate all’Università, le cui ricerche hanno nuovamente confermato i cambiamenti nel colore e nell’aroma del prodotto”, ha continuato Petrone. Insomma, un dato emblematico, che non lascia spazio a dubbi: “Ad oggi siamo certi – ha affermato Andrea – che, a seguito di questa nuova immersione al largo dell’isola azzurra, fra un anno sarà nuovamente confermato il ruolo fondamentale che l’ambiente subacqueo gioca nell’arricchire il profilo aromatico dei liquori invecchiati sott’acqua“.
Ma come riescono effettivamente le onde marine ad avere un impatto radicale sulla qualità del limoncello? Anche qui, la risposta offerta da Petrone è rigorosamente scientifica: “Queste ultime sono in grado di generare vibrazioni, alle quali si aggiungono la luce filtrata e la completa mancanza di ossigeno. Si trattano, nel complesso, di fattori determinanti, che contribuiscono a creare un prodotto differente rispetto a quello tradizionale”.

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