Dal 7 ottobre 2023 gli attacchi israeliani ai territori si sono intensificati, senza mai davvero fermarsi. Gli ultimi tre anni hanno visto la circolazione di immagini atroci. Mentre i governi di molti paesi rimanevano nel silenzio, la società civile si è attivata, manifestando, organizzando eventi e donando. Emanuela Auricchio, in arte @cassandra.parla, ne è un esempio. L’artista napoletana ha promosso parecchie iniziative di beneficenza; la prossima è una mostra dal titolo Between Gaza and Naples, per cui si occuperà della curatela. L’evento si terrà sabato 14 marzo a TRAS’ LAB in Via Guantai Nuovi 16.

Com’è nato il progetto
Between Naples and Gaza. A childhood Story (2025) è un progetto fotografico collaborativo del fotografo palestinese Mahmoud Abu Al-Qaraya e del fotografo napoletano Raffaele Annunziata aka tylerdurdan. Da un lato, quindi, un fotografo la cui opera è marcata dalla guerra, dalla fame, dai continui spostamenti, dall’altro, un artista che combina immagini e parole come forma di resistenza culturale. Dopo essersi conosciuti nel 2025, i due hanno iniziato a discutere la possibilità di una collaborazione, che si è poi incentrata sull’infanzia come diritto negato. Dice Annunziata: “Abbiamo deciso appunto di fotografare lui suo nipote lì a Gaza e io mia figlia a Napoli. Le foto ritraggono momenti quotidiani come svegliarsi, lavarsi la faccia allo specchio, lavarsi i denti, andare a scuola, giocare con le bambine. Questo paragone ci ha permesso di mettere al centro di questo racconto le nostre due città, creando una sorta di ponte fotografico. Oltre alla rappresentazione delle similitudini geografiche e culturali, volevamo rappresentare lo schieramento della città di Napoli al lato della Palestina”. La scelta della raffigurazione del quotidiano è molto precisa. Mettere in relazione l’infazia gazawi con un’altra serve a suscitare una reazione spontanea, non mediata e non tendente alla spettacolarizzazione.

Al-Qaraya è della stessa idea: “In una città come Napoli, dove le persone comprendono la lotta, la famiglia e la dignità, questo evento può diventare qualcosa di più di una mostra — può diventare un ponte di empatia, solidarietà ed emozione condivisa”.
Dal progetto alla mostra: le parole della curatrice
Come menzionato, a curare l’evento sarà Emanuela Auricchio. L’idea per la mostra nasce grazie all’incontro tra l’artista e Raffaele Annunziata. Lo spazio in cui si trova lo studio di Emanuela, TRAS’ LAB, ha già ospitato raccolte fondi per la Palestina. La rete esistente tra gli artisti e la loro convinzione di utilizzare l’arte come mezzo per discutere di politica ha reso il laboratorio il luogo perfetto per la mostra a Napoli. Emanuela dice che l’organizzazione è nata “dall’esigenza di continuare a parlare di Palestina, di tutte le popolazioni oppresse in un momento storico sempre più delicato e in cui è molto complesso esistere umanamente tra tutte queste contraddizioni”. Non potrebbe fare altrimenti, aggiunge, dato che anche il suo progetto di street-art si basa sul femminismo intersezionale. “La liberazione dei corpi passa anche per la liberazione delle terre”, conclude.
Il ricavato della mostra verrà donato alla famiglia di Mahmoud Abu Al-Qaraya



















