
La celebre villa della Gaiola, uno degli edifici più mistici e chiacchierati di Napoli, si appresta ad aprire le proprie porte al pubblico. La villa, che è stata recentemente riqualificata, è infatti la protagonista di un nuovo progetto che avrà luogo sull’isola del Golfo di Napoli e che prevede di darle una nuova vita, facendone una Stazione Ambientale di Monitoraggio Marino.
L’isola della Gaiola, secondo la leggenda, è tanto bella quanto maledetta. Questa credenza popolare prende spunto dalle sventure che sono capitate agli inquilini che, nel tempo, hanno abitato la villa che sorge sull’isola. Tra questi, nel 1926, l’imprenditore tedesco Hans Braun e il medico Otto Grumbach, suo connazionale.
L’isolotto era collegato alla terraferma da una teleferica che poteva reggere una persona per volta. Una sera di novembre, durante una tempesta, Grumbach e la baronessa Hélène Von Parish, sua ospite, decisero comunque di usare la rudimentale seggiovia. Il primo ne scese sano e salvo, ma quando fu la volta della donna il cavo si spezzò e lei scomparve tra le onde. Il giorno dopo, l’uomo fu trovato morto, avvolto in un tappeto, con una pistola in mano e un foro nella testa. Pochi mesi dopo, anche Braun si suicidò in Germania.
Poi la villa fu abitata, tra gli altri, da Maurice Sandoz, proprietario dell’omonima casa farmaceutica, che, a causa della depressione, si convinse di essere in rovina e decise di vendere la propria casa. Morì suicida tre anni dopo nella clinica svizzera dove era ricoverato. Tra i proprietari c’è stato anche Gianni Agnelli, che, durante la sua permanenza presso la villa, subì diversi lutti. Oggi l’edificio è di proprietà della Regione Campania, che l’ha comprato ad asta fallimentare negli anni ’80.
Nel 2002 è stata istituita l’Area Marina Protetta “Parco Sommerso della Gaiola”, gestita dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus. Il parco costituisce un luogo di ricerca, formazione, divulgazione scientifica ed educazione ambientale ed è ufficialmente riconosciuto come Luogo della cultura. Proprio all’anniversario dell’istituzione dell’AMP, il 7 agosto, è stata segnata una svolta anche per la villa che sorge su uno dei due famosi isolotti: diventerà una Stazione Ambientale di Monitoraggio Marino (StAMM), un centro per la tutela e la divulgazione scientifica sull’ambiente e sul mare.
Grazie al progetto StAMM, l’edificio simbolo della Gaiola tornerà a vivere dopo oltre 40 anni di abbandono e sarà aperto al pubblico. Sarà un hub dedicato alla formazione e alla ricerca che, si prevede, entrerà pienamente in funzione nella prossima primavera, quando dovrebbe concludersi l’allestimento con le necessarie strumentazioni.
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