
Qualche mese fa Villa Literno è finita al centro delle cronache nazionali quando i risultati di un monitoraggio sulle acque sotterranee hanno evidenziato, in diversi punti del territorio comunale, superamenti delle soglie di contaminazione per il tetracloroetilene, o PCE. In alcuni campioni sono stati rilevati valori fino a 24 microgrammi per litro, a fronte di una concentrazione soglia di contaminazione fissata a 1,1 microgrammi per litro. Abbiamo incontrato nella redazione di Magazine Informare, a Castel Volturno, il sindaco di Villa Literno Valerio Di Fraia per fare il punto sulla situazione ma anche per altre questioni: l’intervista è stata l’occasione per ragionare sulle criticità e sulle prospettive del paese.
«Circa tre anni fa un dipartimento della Federico II, su incarico della Regione Campania, venne a Villa Literno per effettuare dei prelievi sull’acqua. La richiesta che feci, e questo è un elemento importante, fu di aumentare il numero dei campionamenti. Per questa richiesta ho ricevuto delle critiche. Ne abbiamo effettuati 50, molti di più rispetto ad altri Comuni. Abbiamo scoperto che a Villa Literno c’è una falda contaminata da PCE, una sostanza che può derivare da lavorazioni dei metalli o da scarichi industriali legati al lavaggio tessile. Qui non abbiamo attività di questo tipo, quindi bisogna capire da dove provenga lo sversamento. Sembrerebbe inoltre che la contaminazione interessi una falda superficiale. L’ASL si è mossa rapidamente: in 13 giorni abbiamo organizzato controlli sulla salute dei cittadini ed effettuato 1.600 visite volontarie. Fortunatamente non è emerso nulla di preoccupante. A settembre ASL e Arpac effettueranno nuovi campionamenti».
«Villa Literno ha una rete idrica che non copre ancora completamente il territorio e molte abitazioni utilizzano ancora i pozzi artesiani, spesso non censiti, anche perché fino a circa 15 anni fa non esisteva una rete idrica pubblica capillare. Stiamo completando la rete con un investimento di poco inferiore ai 10 milioni di euro. Villa Literno è però un Comune terminale e riceviamo la pressione residua degli altri Comuni. Attualmente siamo intorno a 0,6 bar, ma la nuova condotta regionale dovrebbe portarci fino a 9 bar. Contiamo di risolvere definitivamente il problema della pressione entro il 2027. La rete non copre ancora tutto il territorio e, anche dove è disponibile, molti cittadini continuano a utilizzare i pozzi per evitare il costo del servizio. Dopo la notizia della contaminazione, però, abbiamo registrato un forte aumento delle richieste di allaccio».
«È un argomento delicato. Le condutture pubbliche servono principalmente il centro abitato, mentre le coltivazioni si trovano per la maggior parte all’esterno. Gli agricoltori hanno due principali fonti di approvvigionamento: l’acqua del Consorzio di bonifica, attraverso le cosiddette “bocchette” alimentate dal Volturno e sottoposte a controlli, e i pozzi privati. La nostra filiera, però, è molto controllata. Produciamo principalmente pomodoro da industria e dalla semina alla raccolta esiste un sistema di controlli molto rigido. Per questo mi sento tranquillo nel dire che il nostro è un prodotto buono. Se mi si chiede se tutta l’acqua utilizzata sia controllata, non posso rispondere di sì. Quest’anno siamo arrivati a 2.500 ettari coltivati a pomodoro: mappare tutti i terreni e i pozzi presenti è un’operazione enorme. Il prodotto finale, però, è sicuro e controllato».
«Uno dei progetti principali a cui stiamo lavorando è quello legato alla stazione ferroviaria. È un progetto territoriale da circa 20 milioni di euro. La stazione si trova su una direttrice fondamentale tra Nord e Sud e serve un hinterland di circa 150mila abitanti. L’idea è creare un nuovo hub sul lato di Castel Volturno, puntando sull’intermodalità e sulla mobilità sostenibile. Abbiamo ottenuto da RFI un terreno sul quale progettare il nuovo terminal e RFI dovrebbe investire circa 5 milioni di euro per completare il tunnel di collegamento. Il progetto è tornato al centro del confronto anche con la discussione sull’aeroporto di Grazzanise. Villa Literno è la stazione più vicina e potrebbe diventare un punto di collegamento importante per il litorale Domizio, ma le mie perplessità riguardano soprattutto le risorse necessarie e il reale coinvolgimento degli interlocutori economici».
«Non ne abbiamo molti. Abbiamo inaugurato il caffè letterario “Smile”, affidato a due associazioni di genitori con bambini autistici. Entro qualche mese terminerà anche il progetto della fabbrica del pomodoro, mentre sui beni “Passarelli” immaginiamo un intervento più ampio: la nostra idea è riconvertirli in un centro legato alle produzioni agricole e casearie del territorio, coinvolgendo anche imprenditori».
«Non lo so, ma è il momento di riconsegnare qualcosa alla comunità. Da settembre verranno inaugurati molti spazi: asili, villa comunale, biblioteca e polo associativo con cinema all’aperto. Più che inaugurarli, però, spero che questi spazi possano essere vissuti».
«L’associazione del Carnevale per me rappresenta una priorità. Stiamo lavorando alla “Cittadella del Carnevale”, l’abbiamo pensata proprio sui beni “Passarelli”. La socialità passa molto anche attraverso il Carnevale. Devo fare in modo che possa crescere».
Di Antonio Casaccio e Carmen Diana
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