
Come ogni mese, Informare consiglia ai lettori alcuni testi da sfogliare e leggere.

C’è un’aria diversa, elettrica, quasi malinconica, che scorre tra le tavole del nuovo volume “Valentina, quanto ti amo!”, scritto e disegnato da Sergio Gerasi, uno degli autori italiani più apprezzati nel panorama del fumetto contemporaneo. È il ritorno di una leggenda, ma anche la metamorfosi di un mito: Valentina Rosselli, la fotografa più iconica della nona arte, creatura nata dalla penna e dal desiderio estetico di Guido Crepax, torna a vivere — e a perdersi — nella Milano di oggi. La nuova Valentina vive un momento di gloria professionale. È celebrata, fotografata, invitata a eventi e mostre. Sembra avere tutto. Ma dietro l’immagine patinata di una donna affermata e indipendente si cela un vuoto sottile, una frattura che si allarga come una crepa sotto il vetro di una Polaroid. Gerasi costruisce una storia che è, prima di tutto, un viaggio dentro la psiche di una donna che non si riconosce più nel riflesso che il mondo le restituisce. Milano — protagonista silenziosa e crudele — non è più quella elegante e sognante degli anni Sessanta, ma una città frammentata, iperconnessa, dove il rumore dei social e la corsa alla visibilità si trasformano in un incubo liquido. È proprio qui che Valentina incontra una donna dal fascino oscuro, un doppio, una presenza ambigua che la trascina in un labirinto di ossessioni. È reale, o solo una proiezione del suo stesso disagio? È la realtà a deformarsi o è l’immagine — quella che tanto ama e teme — a divorare tutto?

“Sull’uguaglianza di tutte le cose” di Carlo Rovelli è un libro dedicato alla densità della vita, scritto con fascino e passione, che apre una finestra e ci fa toccare con mano le profonde, radicali e sensibili connessioni di una vita equilibrata e interconnessa. Lo stile chiaro e profondo dell’autore, capace di unire rigore scientifico e sensibilità umanistica, combinano la miscela che unisce in modo impeccabile sapere e capacità divulgativa. Non è la prima volta che Rovelli ci fa intravedere in trasparenza come l’eguaglianza riguardi non un “concetto politico” ma l’essenza del luogo che ci ospita. Muove i suoi passi ed esplora l’idea che nulla esiste da solo, ma che tutto compone un unico dialogo di forze e sostanza e dunque dinnanzi al nostro sguardo si dipana una visione egualitaria. Il testo propone un doppio legame tra umiltà e accettazione dei propri limiti: forse la giusta miscela per essere meno angosciati e vivere con minore angoscia e maggiore serenità la nostra vita. Una lettura scorrevole con pochissimi pericoli di “inciampo”, un piccolo grande viaggio che affascina e stimola. Nonostante argomentazioni “umanistiche”, il rigore scientifico permea questo libro: un invito troppo ghiotto per non impegnarsi a spendere positivamente un paio di sedute di lettura.
di Raffaele Mercaldo
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