Il 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, nelle sale torna il film “Porco Rosso”, capolavoro del maestro Miyazaki che racchiude il forte legame dell’artista giapponese con l’Italia.
Trama di Porco Rosso
Il film è ambientato nei cieli sopra il Mar Adriatico negli anni ’30, con qualche salto sulle isole tra Italia e Croazia e poi a Milano. Porco, prima Marco Pagot, è un ex pilota dell’aeronautica militare italiana, divenuto un maiale in seguito a un’insolita maledizione. L’asso dei cieli, per guadagnarsi da vivere, fa il cacciatore di taglie. Lo vediamo sin da subito in azione contro dei pirati del cielo: la banda “Mamma Aiuto”.
Alla locanda dell’Hotel Adriano scopriamo Gina, proprietaria e cantante del locale, l’unica in grado di dar vita a un luogo neutro, in un mare teatro di scontri tra i pirati, l’aeronautica e Porco. La donna è anche vedova di ben 3 mariti, tutti persi al fronte a bordo dei loro aerei. Qui le bande di pirati si alleano per cercare di sconfiggere una volta per tutte Porco e assumono il pilota americano Curtis come guardia del corpo dell’alleanza.
In seguito a un’avaria e a un attacco da parte di Curtis, Porco è costretto a far riparare il proprio idrovolante; solo che dei lavori se ne occupa la giovanissima e intraprendente Fio, nipote del proprietario della fabbrica Piccolo S.p.A. Dopo una diffidenza iniziale della creatura antropomorfa, l’aereo è pronto ad affrontare una nuova sfida che metterà a dura prova la vita stessa di Porco e il destino della ragazza.
Curiosità
Il film esce nel 1992 in Giappone, ma inizialmente era stato pensato come mediometraggio da mostrare sugli aerei della Japan Airlines. Il prodotto poi cresce e diviene il film che conosciamo. In Italia, nel 2003 una società realizza un’edizione doppiata in italiano per l’home video, ma dopo continui rinvii perdono i diritti del film. Porco Rosso arriva solo nel 2010 al Festival Internazionale del film di Roma, con il titolo “Il Maiale Rosso”. A novembre dello stesso anno, la società Lucky Red lo fa uscire nelle sale cinematografiche con l’attuale titolo.
Il cognome del protagonista, Pagot, è un omaggio a una famiglia italiana importante nel mondo dell’animazione: Nino e Toni Pagot sono infatti i creatori di Calimero, famoso anche in Giappone. Marco Pagot, figlio d’arte, collabora proprio con Miyazaki nel 1981 alla serie tv “il fiuto di Sherlock Holmes”. In generale poi i rimandi all’Italia sono moltissimi: l’idrovolante di Porco è realmente esistito e le ambientazioni di Milano (con dei navigli un po’ allargati, funzionali al film) sono solo alcuni degli esempi. Il maestro Miyazaki è sempre stato innamorato del nostro Paese e questo film ne fa un bell’elogio tramite lo stile inconfondibile dello studio Ghibli, mostrando paesaggi realistici e brillanti, in contrasto con l’epoca in cui si svolge il film.
Le donne e la gioventù
Tra i numerosi temi affrontati dalla pellicola, emerge con chiarezza il rapporto di Porco con le donne. Coerentemente con il pensiero del periodo, il protagonista inizialmente si rifiuta di lasciar lavorare la giovane Fio all’aereo, in quanto non ritenuto un lavoro adatto alle donne. Esse invece sono centrali nelle storie di Miyazaki e in questa pellicola non sono da meno: Fio non solo realizza un progetto convincente, ma assieme a tutte le altre donne della famiglia riesce a riparare e a migliorare l’idrovolante. Il coraggio della giovane progettista è poi visibile in tutto il resto del film. Inoltre, anche Gina, donna bramata da tutti i piloti, dimostra di essere una persona forte e indipendente.

Il protagonista prova un certo imbarazzo con Fio, quasi paterno e buffo, anche se a più riprese il nonno della giovane lo ammonisce dicendogli di “tenere giù le zampe”. La giovane ha un sentimento verso Porco un po’ ambiguo tra l’affetto che si ha verso un amico e un possibile amore. Anche con Gina il rapporto non è molto chiaro: per lui, almeno inizialmente, è la moglie di un amico che non c’è più; lei, invece, ne subisce il fascino anche se ha le sembianze di un maiale. Ciò diviene più chiaro quando lei rifiuta l’americano Curtis, in attesa proprio di Porco.
Il protagonista non si fida di Fio anche per l’inesperienza legata all’età. Tuttavia, la giovane riesce a dimostrare il suo valore e ricorda a Porco di come anche lui abbia cominciato da giovanissimo a volare subito con grande maestria. La gioventù e la fanciullezza sono presenti anche all’inizio del film: Porco salva delle bambine rapite dalla banda Mamma Aiuto. Esse sono tutto tranne che spaventate: Miyazaki ne esalta proprio la spensieratezza e, così facendo, testimonia la vittoria dell’innocenza sul male.
Libertà e identità
Il tema centrale del film è tuttavia la libertà: motivo per cui è stato riportato al cinema. Da un punto di vista politico, è la libertà dai regimi: Porco, dopo essere stato nell’aeronautica militare nella prima guerra mondiale, rifiuta di servire il governo fascista. Da qui la frase più famosa del film: “meglio porco che fascista!” Questa libertà gli costa una vita perennemente nascosto da tutti.

Il protagonista ha rotto quasi del tutto con la sua precedente vita. C’è una differenza sostanziale tra la sua attività in aeronautica e quella del cacciatore di taglie. Porco, infatti, non uccide mai i suoi obiettivi, ma ferma solo le loro malefatte. Questo perché il protagonista ha visto la morte da vicino e le anime dei piloti di tutte le nazioni che hanno combattuto in guerra. È proprio da quel momento che Marco Pagot diventa Porco: una magia di cui ancora oggi ci chiediamo se sia stata una maledizione, una reincarnazione o una metafora.
Dietro la metamorfosi le interpretazioni sono molteplici: è il risultato dei traumi della guerra; è il prezzo da pagare per essere sopravvissuto (forse simbolo della vergogna di essere l’unico); il rifiuto della sua umanità in favore di una specie che non ha compiuto tutte le atrocità fatte invece dall’uomo. Inoltre, nel paese nipponico il maiale non è un animale ben visto, mentre Miyazaki lo trova simpatico. Porco è libero di volare nel cielo, senza doversi piegare a ideologie e a governi. Questo dà un senso alla nuova identità di Pagot: “un maiale che non vola è soltanto un maiale“, dice egli stesso.
Libera Italia
La libertà è anche in mano agli spettatori: nella pellicola si potrà vedere una semplice fiaba per bambini con protagonisti un maiale e degli aerei; ci si chiederà l’esito della storia d’amore con Gina o se alla fine Porco sia riuscito effettivamente a tornare Marco Pagot. Come spesso accade, Miyazaki lascia alla fantasia del pubblico completare la storia.
Al cinema, il 25 aprile, giorno della Festa della Liberazione, l’Italia è libera di scegliere se vedere questo film, se vederne un altro o non vederne nessuno; ognuno potrà scegliere. Intanto, con certezza possiamo dire una cosa: l’Italia è libera.



















