
È di questa estate la notizia che con comunicato n.398 Ambiente del 30/06/2026, la Giunta regionale della Campania ha approvato quattro nuove Zone di Protezione Speciale della Rete Natura 2000, una rete di aree protette che insieme ai Parchi e le Riserve garantiscono la connessione tra le aree naturali del nostro paese. In particolare è stata istituita la ZPS “Aree agricole interne di Castel Volturno e Cancello Arnone”. Questa zona agricola è divenuta area protetta per l’eccezionale biodiversità ornitica che ospita (27 specie fra quelle inserite nell’ All.I della Direttiva Uccelli e le migratrici abituali) molte delle quali hanno in quest’area le loro popolazioni più significative.
La specie “simbolo” dell’importanza del luogo è un uccello appartenente all’ordine dei Coraciformi, la Ghiandaia marina Coracias garrulus, specie di interesse conservazionistico a livello europeo, tipica delle zone steppiche e assolate e che qui trova le condizioni ideali per riprodursi. Proveniente dall’Africa subsahariana dove sverna, nidifica nelle fessure fra i mattoni di tufo dei numerosi ruderi dell’Opera Nazionale Combattenti (ONC) di cui è disseminata la campagna dei comuni interessati. Dotata di un piumaggio spettacolare con le tinte dell’azzurro, indaco, castagna, caccia all’aspetto perlustrando la campagna per nutrirsi di grossi insetti e piccoli vertebrati. La popolazione casertana è l’unica significativa in Campania, con isolate coppie che si riproducono nelle altre provincie della Regione.
Dal 2012 è attivo il progetto a sigla ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) APS “Coracias Campania” diretto dalla biologa Danila Mastronardi, vicepresidente dell’ASOIM che, da allora, monitora le coppie svelando comportamenti riguardo la biologia e l’ecologia riproduttiva. Lo studio ha messo in evidenza che la popolazione conta fra le 12 e le 15 coppie che si riproducono prevalentemente nei ruderi dell’ONC (Opera Nazionale Combattenti). Nel 2021 furono montate, grazie a un accordo siglato fra ASOIM e TERNA spa, 30 cassette nido sui tralicci dell’alta tensione che sono state parzialmente occupate dalla specie nel 2024. I risultati ottenuti grazie al lavoro volontario di 15 anni di attività sono stati pubblicati su riviste scientifiche di settore e portati a convegni scientifici a respiro nazionale.


L’estate del 2026 ha visto un ulteriore progresso dell’attività. Grazie alla collaborazione con l’Associazione laziale “Ornis italica” sono state ispezionate le prime cassette nido occupate dalla specie. Ciò ha permesso di aggiungere un nuovo importantissimo dato alla ricerca dimostrando che, in linea con le coppie nidificanti in altre zone d’Italia, nel casertano le Ghiandaie marine depongono mediamente 6 uova che si schiudono tutte o quasi tutte. Si temeva infatti in questi anni che i pulcini nati da ciascuna coppia fossero in numero inferiore alla media nazionale. Nel mese di giugno 2026 sono stati inanellati e sottoposti a misurazioni biometriche i primi pulli di Ghiandaia marina. Due covate, per un totale di 11 pulli, sono adesso dotati di anello metallico fornito dall’ISPRA recante un codice alfanumerico univoco. Ciò permetterà, in caso di ricattura, di sapere dove si dirigono i pulcini nati nel casertano, di quanto si spostano dall’area di nascita per nidificare a loro volta negli anni successivi alla nascita. Le Ghiandaie marine del casertano agricolo costituiscono un elemento prezioso che dà lustro e importanza a tutta l’area, sia per la loro rarità, sia per la straordinaria bellezza del piumaggio, sia perché possono ritenersi un ottimo indicatore della qualità dell’habitat agricolo: sensibilissime ad ogni variazioneabbandonano subito l’area se questa, per eccessivo disturbo, per cambiamenti nella gestione agricola, per distruzione della vegetazione spontanea o dei siti di nidificazione, non dovesse conservare più le caratteristiche adatte alla specie.
Dott.ssa Danila Mastronardi
PhD in Scienze Veterinarie, Biologa – Monitoraggio e consulenza faunistica
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