
Distrutta la Casa della Cultura ad Aversa. È l’ennesimo raid vandalico avvenuto nella struttura “Vincenzo Caianello” di via Tristano, ad Aversa, all’interno dell’ex macello comunale.
A essere colpita, ancora una volta, è stata la biblioteca del Museo di Storia Militare, già finita nei progetti dei vandali lo scorso gennaio. Questa volta però i danni sono ancora più gravi, non solo la deturpazione della struttura, ma anche furti.
Secondo quanto emerso nelle prime ore dopo l’accaduto l’azione criminale si è tradotta in un vero e proprio saccheggio, con la sottrazione di numerosi beni presenti nell’edificio.
Tra i beni sottratti figurano arredi, porte e perfino termosifoni, segno di un’incursione organizzata e mirata. La Casa della Cultura, nata per essere un punto di riferimento culturale e museale per la città normanna, si ritrova oggi in condizioni sempre più difficili.
Sulla vicenda è intervenuto il movimento politico locale ‘La Politica Che Serve’, che ha collegato l’episodio alla situazione di degrado che interessa il comune di Aversa già denunciata pubblicamente nei giorni scorsi.
“Già la settimana scorsa denunciavamo lo stato di degrado e abbandono della Casa della Cultura di via Tristano”, fanno sapere dal gruppo.
Il movimento ha inoltre ricordato che nei mesi passati era stato proposto un intervento concreto per migliorare la sicurezza della struttura: “Avevamo presentato un emendamento al bilancio per finanziare l’installazione di un sistema d’allarme. Ovviamente bocciato”. Da qui l’accusa rivolta direttamente all’amministrazione: “Ecco cosa accade quando l’amministrazione non ha a cuore la città e i beni comuni”.
Sul raid sono in corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine, che stanno cercando di chiarire modalità e responsabilità dell’azione criminale ai danni del patrimonio pubblico. Il caso riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e del controllo di alcune aree della città, soprattutto quando si tratta di luoghi pubblici destinati alla cultura e alla memoria storica.
Aversa si ritrova ancora una volta a fare i conti con un grave episodio ai danni del patrimonio pubblico: un presidio culturale della città, ormai esposto a raid ripetuti, ontinua così a pagare il prezzo di una vulnerabilità ormai cronica, che forse sarebbe stata evitabile con qualche intervento in più da parte delle istituzioni.
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