
Ogni estate “scongela” nuovi record: nell’iconico golfo di Napoli si registrano 30°C. Il mare Nostrum, il Mar Mediterraneo, è sempre più caldo. Inoltre, essendo semichiuso, si sta riscaldando ad un ritmo più veloce rispetto agli altri bacini.
Il valore delle temperature nel Mediterraneo è raccolto tramite dati incrociati. Queste informazioni sono raccolte da vari strumenti quali il Copernicus Marine Service, ossia la copertura satellitare dell’Unione Europea, o la misurazione direttamente in mare. Non solo, anche grazie ad una fitta rete di boe e monitoraggi costieri. Ne è un esempio il report “Mare Caldo” pubblicato questo luglio 2026, in collaborazione tra DISTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita – Università di Genova), OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale), Greenpeace Italia.
Il problema è che le ondate di calore (Marine heat waves) non riguardano solo la superficie illuminata dai potenti raggi del sole, ma arrivano sino a 40 metri di profondità.
Gli effetti di tale continuo riscaldamento del bacino sono molteplici. In queste condizioni, sempre più estreme, la salute degli ecosistemi marini è gravemente messa in pericolo. Si registrano infatti lo sbiancamento o addirittura la necrosi della gorgonia gialla Eunicella cavolini e il corallo Cladocora caespitosa. La Posidonia oceanica, la cui scomparsa può avere effetti devastanti sull’ecosistema, inoltre è costantemente minacciata. In particolar modo, dalle ancore che ne strappano intere fasce, e dalla pesca a strascico, inoltre è molto sensibile agli agenti inquinanti. Eppure la sua presenza è fondamentale: può prevenire l’erosione costiera, produce biomassa, sprigiona ossigeno e offre riparo come area di riproduzione a molti organismi marini.
Queste specie stanno venendo soppiantate da altre, definite aliene o termofile, come il Caulerpa cylindracea o il Caulerpa taxifolia. Anche il pesce flauto può essere considerato un esempio di esemplare che precedentemente abitava solo nell’Oceano indo-pacifico e che rapidamente ha invaso il Mediterraneo. Gli stessi meccanismi valgono per il pesce coniglio scuro, il pesce palla maculato o il pesce scorpione.
Si parla quindi di una trasformazione, che colpisce sia l’ambiente bentonico che non.
Infine in superficie, quando il mare immagazzina troppo calore, cresce il livello dell’acqua, aumenta l’evaporazione, e quindi l’umidità, dando vita a più frequenti e pericolosi fenomeni meteorologici.
A Castel Volturno la salute mentale si confronta ogni giorno con una rete di servizi che fatica a rispondere alla domanda, so...
Sono al mare, disteso sulla sdraio, a prendere il sole. Il vento mi rinfresca quanto basta per sopravvivere al caldo torrido ...
Quando la criminalità organizzata entra nelle stanze di un municipio e riesce a orientarne scelte, appalti, assunzioni e ser...
Un’attività su tre evade il canone per l’occupazione del suolo pubblico Il report del consigliere comunale Gennaro Espos...