Zohra: storia di una giovane vita spezzata

informareonline-zohra-RIDOTT

La storia di Zohra

Zohra Shaha era una bambina di otto anni che aveva lasciato la città di Kot Addu, nella provincia del Punjab, dove viveva con la sua famiglia povera per andare a lavorare in casa di una ricca coppia di Rawalpindi. La bambina era stata assunta quattro mesi fa per badare al figlio di un anno della coppia. In cambio dell’aiuto domestico, i due si erano offerti di offrire a Zohra un’istruzione. In molti, però, pensano che la famiglia della piccola sia stata truffata e che in realtà la bambina non sia mai andata a scuola.

La tragedia ha avuto inizio quando Zohra ha liberato due pappagalli in gabbia, motivo per il quale i suoi datori di lavoro l’hanno picchiata e torturata fino a farla morire.

Secondo un primo rapporto della polizia, quando i suoi carnefici l’hanno abbandonata in un ospedale i medici hanno cercato di fare di tutto pur di salvarla, ma la bambina è morta il giorno stesso per le gravi lesioni al viso, alle mani, sotto la gabbia toracica e alle gambe. Non si esclude che abbia subito anche un’aggressione sessuale, ma bisogna aspettare i risultati dei campioni che la polizia ha inviato per far analizzare, per poter confermare o meno la violenza.

La polizia ha arrestato entrambi gli accusati che hanno ammesso di aver torturato Zohra perché si era fatta scappare i loro pappagalli. Dai loro racconti è emerso che hanno continuato a colpirla a morte nonostante le urla e i pianti della piccola.

Il lavoro minorile

Secondo i dati dell’ILO, nel mondo 74 milioni di bambini sono impiegati in varie forme di lavoro pericoloso, come il lavoro in miniera, a contatto con sostanze chimiche e pesticidi agricoli o con macchinari pericolosi. Altra faccia di questa tragica realtà è lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali, che coinvolge un milione di bambini ogni anno.

Tra le varie tipologie di lavoro minorile, però, una più di altre è caratterizzata dall’invisibilità, quella del lavoro domestico e familiare, in cui sono impiegate soprattutto le bambine. Dover lavorare in casa di altri o in casa propria per le bambine diventa spesso una vera e propria forma di schiavitù, che le costringe a vivere nell’incubo della violenza e dell’abuso.

Fronteggiare il lavoro minorile

Tra le diverse organizzazioni che cercano di combattere il lavoro minorile c’è l’UNICEF, schierata da sempre in prima linea per tutelare i diritti dei bambini ed adolescenti di tutto il mondo. L’UNICEF riconosce che i principali testimoni utili alla comprensione del fenomeno del lavoro minorile sono gli stessi bambini lavoratori. Infatti, l’organizzazione cerca di dare voce ai bambini vittime del lavoro per consentire alle organizzazioni internazionali di capire meglio il fenomeno, e migliorare gli interventi a favore dei bambini.

di Martina Cotumaccio

Print Friendly, PDF & Email