Fa strano vedere un Napoli che non brilla nel gioco, irriconoscibile palla al piede e beccato dal San Paolo con fischi e sussulti per calcarne l’assenza di bellezza o quantomeno di azioni logiche e concludenti. Per 56 minuti, l’Atalanta si è imposta per organizzazione e per quell’incornata su corner di Cristante che marca ulteriormente una lacuna che il Napoli non riesce proprio a colmare: le maledette palle alte da fermo.

Poco meno di un’ora in cui Gomez e compagni hanno spinto a tavoletta riservando poche energie per la ripresa. A quattro minuti dal sessantesimo ci ha pensato Piotr Zielinski a sbloccare una gara complicata, con un controllo e tiro al volo di rara bellezza che scaccia via ragni e ragnatele dal sette sulla sinistra di Berisha. Sono poi la qualità, l’entusiasmo e la forma fisica avanzata del Napoli che fanno la differenza, che raddoppia dopo 300 secondi grazie ad una pennellata di testa di Insigne che fa convolare Mertens a nozze col primo gol in campionato. Ed è così che la bellezza torna a splendere, confermandosi il termine di proporzione di questa squadra che sa vincere giocando bene ma quando non gioca bene non riesce a vincere. La forma vincola la funzione? Non sempre, ma se il Napoli vince divertendo e divertendosi è tutto molto più bello.

Chiosa infine la partita un ragazzo di prospettive interessantissime, sempre più al centro delle attenzioni di Sarri e della piazza. Marko Rog non è più una promessa bensì una certezza.

La grandezza di una squadra si misura anche per la sua capacità di reagire nei momenti più difficoltosi, in grado di soffrire e ribaltare le sorti di una gara cominciata in e con momenti di grande appanno. Con questa vittoria il Napoli risponde alle chiamate lontane delle grandi di questo campionato e si conferma squadra matura che A poche ore dalla chiusura del mercato potrebbe diventare perfetta.

di Fabio Corsaro