Zero contagi: il Coronavirus sconfitto in Nuova Zelanda

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In Oceania, nel mezzo dell’oceano Indiano, la Nuova Zelanda esce vincitrice anche contro la seconda ondata di Covid-19. Dieci giorni senza nuovi contagi, il sacrificio di un nuovo lockdown degli abitanti della capitale viene ricompensato con la premier Jacinda Ardern che abolisce le misure di sicurezza dovute all’emergenza. Via le restrizioni e passo dopo passo verso la normalità.

Covid free

La popolarità della premier Jacinda Ardern è alle stelle. Lo scorso agosto il Coronavirus tornava per la seconda volta a contagiare gli abitanti di Wellington, capitale della Nuova Zelanda. In città vive, attualmente, più della metà della popolazione del Paese che, dopo gli zero contagi del mese di giugno, tornava a vivere l’incubo pandemia. La prima ministra Ardern non si è persa d’animo e, con un deciso intervento davanti alle telecamere, aveva spiegato che le autorità sarebbero ricorse a un nuovo rigido lockdown per contenere il focolaio scoppiato in un caseggiato popolare. I contatti andavano subito limitati al minimo e, così facendo, oggi per la prima volta dall’inizio delle nuove restrizioni, in Nuova Zelanda non si registrano contagiati.

Premier neozelandese

Jacinda Arden, grazie alla gestione della pandemia è a un passo dalla riconferma alle elezioni di domenica. Il successo contro il Covid-19 ha fatto sì che guadagnasse l’appoggio da parte di tutti i cittadini neozelandesi. Alcuni critici hanno spiegato come le sue decisioni fossero sembrate come quelle di una “mamma”: decise, severe ma empatiche. La prima ministra lunedì ha dichiarato: «Il virus è di nuovo sotto controllo». Questo risultato dovrebbe, secondo i sondaggi, permettere al suo partito Laburista di governare in solitaria.

Modello Nuova Zelanda

Il segreto della Nuova Zelanda è quello di non emulare i provvedimenti per evitare il contagio che gli altri governi del mondo stanno adottando. Il Premier, infatti, negli scorsi giorni ha dichiarato: «Vedo nel resto del mondo come funzionano le alternative e non mi sembra ottimo». Continuando nelle sue dichiarazioni ha poi spiegato, con una metafora sportiva, come una piccola squadra di cinque milioni di abitanti abbia, nonostante la fatica, “abbassato la testa e tirato avanti” verso un risultato difficile ma che poteva essere raggiunto con il sacrificio. Certo è che considerato il numero di abitanti e la densità abitativa, potrebbe sembrare semplice tenere sotto controllo una pandemia, in realtà la risposta dei cittadini è stata estremamente disciplinata: rispetto assoluto dei vincoli e delle norme per tracciare l’andamento dei contagi. Il governo ha messo a disposizione un app per il monitoraggio dei positivi, ha moltiplicato i tamponi e chiuso le frontiere. In attesa di un vaccino il modello della Nuova Zelanda è chiaro: eliminare il virus e non puntare a una immunità di gregge. Stabilire regole ferme in caso di focolai e, una volta spenti, via libera con la normalità.

di Pasquale Di Sauro

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