Zangrillo: «Il Covid non esiste più», Richeldi smentisce:«Il virus circola»

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L’OMS avverte che in autunno ci sarà un ritorno del Covid19, Zangrillo afferma che il Covid è finito (???).
Si riparte con tante precauzioni e impedimenti. La confusione comunicativa continua.
Allora è fondamentale che noi cittadini ci rendiamo conto che se tutto ciò che è capitato, ha insegnato qualcosa… occorre RESPONSABILITÀ, una presa di coscienza da parte di tutti noi ad usare consapevolezza, e a far diventare abitudini le buone norme di precauzione che ci vengono indicate.
Basta con polemiche continue, divisioni di campanili, troppa arroganza, e tanto sciacallaggio politico di alcuni.
Per diventare una NAZIONE che abbia un futuro occorre cambiare, questa è una grande occasione …non sciupiamola.

di Tommaso Morlando

Il Covid-19 “dal punto di vista clinico non esiste più”: di ciò ne è convinto il primario del San Raffaele Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva. Le sue dichiarazioni hanno subito alzato il polverone tra gli esperti, con espressioni di sconcerto e di condanna soprattutto da parte degli scienziati che fanno parte del comitato tecnico scientifico.

Tutto è cominciato durante la trasmissione Mezz’ora in più su Raitre, quando a proposito delle osservazioni sulla situazione della Regione Lombardia, Zangrillo ha detto: «Mi viene veramente da ridere. Oggi è il 31 di maggio e circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente una nuova ondata per la fine del mese/inizio di giugno e chissà quanti posti di terapia intensiva ci sarebbero stati da occupare. In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più. Sono tre mesi che tutti ci sciorinano una serie di numeri che hanno evidenza zero, che hanno valore zero: siamo passati da Borrelli, da Brusaferro, al presidente del Consiglio superiore di sanità. Tutto questo ha portato a bloccare l’Italia mentre noi lavoravamo e adesso noi, che abbiamo visto il dramma, chiediamo di poter ripartire velocemente perché vogliamo curare le persone che altrimenti non riusciamo a curare. Non ce ne frega niente né del campionato né di dove vanno in vacanza gli italiani, ma dobbiamo ritornare a un Paese normale perché ci sono tutte le evidenze che questo Paese possa tornare ad avere da oggi una vita normale».

Luca Richeldi, pneumologo parte del comitato scientifico ha subito risposto al Primario: «Il virus circola ancora ed è sbagliato dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza. È indubitabilmente vero e rassicurante il fatto che la pressione sugli ospedali si sia drasticamente ridotta nelle ultime settimane. Non va però scordato che questo è il risultato delle altrettanto drastiche misure di contenimento della circolazione virale adottate nel nostro Paese. Peraltro è bene ricordare che la circolazione virale è un processo dinamico, per cui la gradualità e la cautela nella ripresa delle attività economiche e sociali devono rimanere la nostra priorità. Soprattutto alla luce delle riaperture del 3 giugno. Del resto, basta vedere come purtroppo la situazione sia molto diversa in Paesi, come Russia, Messico o India, nei quali – conclude – queste misure non hanno potuto essere così efficaci e non hanno dato i confortanti risultati che vediamo nel nostro Paese».

Ridotto e adattato da La Repubblica

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