Women Castel Volturno: dai palazzetti regionali a quelli nazionali

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La seguente intervista è stata rilasciata in data precedente al 23 luglio, giorno in cui l’allenatore della Women Castel Volturno ha deciso di sollevarsi dall’incarico. Riportiamo ugualmente l’intervista.

 

Una cavalcata straordinaria è stata quella della Women Castel Volturno che con tredici incontri disputati, di cui dodici vittorie e un sol pareggio, approda in Serie A2 pronta ad affrontare su e giù per la penisola squadre di alto calibro. Un risultato frutto di un gran lavoro di squadra; per questo abbiamo deciso di dar voce ad alcuni protagonisti di questa bella “impresa castellana”. La prima a raccontarsi è Gege Arcuro, capitano della squadra. 

Qual è la sensazione nell’essere il capitano della squadra del tuo paese ed esser riuscita ad arrivare a questo grande obiettivo che è la serie A2? 

“È una bella sensazione e il sacrificio è stato davvero grande ma, finalmente, dopo tre anni ce l’abbiamo fatta. Speriamo che vada bene e speriamo di riuscire a tenerci la mano per tutto il campionato in modo da poter continuare così” 

Qual è stata la partita, se c’è stata, in cui avete realizzato che ce l’avevate fatta? 

Penso sia stata quella contro lo Spartak in casa. Pensavamo fosse la squadra più temuta, quindi nel momento in cui abbiamo vinto il pensiero è stato: “possiamo farcela in tutte le partite”. 

Allo sguardo e alle parole emozionate del capitano sono seguite quelle del presidente, Mario Masiello, che nella scorsa stagione ha rivestito anche il ruolo di allenatore contribuendo così anche in termini tecnico-tattici e mentali alla cavalcata delle sue ragazze. 

All’inizio della stagione vi aspettavate il raggiungimento di questo obiettivo o è venuto in corso d’opera? 

L’anno scorso abbiamo perso i playoff in semifinale quindi ci siamo rimasti male, poiché credevamo di raggiungere l’obiettivo già ai tempi. Quest’anno ci siamo rinforzati e abbiamo allestito una rosa per ambire a vincere il campionato. Mancava solo un’ultima giornata, ci serviva un pari simbolico che il COVID non ha permesso ma siamo contenti, finalmente a Castel Volturno si parlerà di qualcosa di bello. 

Che tipo di coinvolgimento c’è stato da parte della comunità castellana e quanto è importante per le sue ragazze sapere di avere il sostegno di un pubblico? 

La comunità non ci ha sostenuto molto, c’è bisogno di far sapere che a Castel Volturno è stato raggiunto un bel obiettivo, disputeremo un campionato nazionale. Abbiamo bisogno di sostegno, le ragazze devono sentirsi appoggiate. Ci servono imprenditori che aiutino a condurre la squadra in Serie A perché è impensabile pensare di portare tutto avanti da soli. Solo così, tutti insieme, possiamo puntare al campionato maggiore. Di questo ne potrà beneficiare tutta Castel Volturno e non solo la squadra. 

Per la prossima stagione ha intenzione di allestire una squadra per un campionato di vertice o per la salvezza? 

Adesso abbiamo gettato le basi prendendo un mister che ha fatto già grandi cose con il Pozzuoli e con il Fuorigrotta dove ha raggiunto la promozione in A2. Abbiamo scelto anche Francesca Carbone, un portiere che completerà il reparto insieme a Isa ArcielloPer ora queste sono le mosse, poi vedremo come andrà… 

E proprio con l’estremo difensore della Women Castel Volturno Isa Arciello, che ha conquistato il titolo di miglior portiere del campionato, abbiamo parlato del modo in cui si è avvicinata al calcio giocato, di cosa significhi giocare a Calcio a 5 e di quanto importante sia il modo in cui la squadra scende in campo. 

C’è stato un portiere che da piccola ti ha fatto pensare di voler essere come lui o lei? 

Mi sono appassionata al calcio in età abbastanza adulta, ho iniziato a giocare con la Women Castel Volturno che all’epoca si chiamava “Junior Domitia” intorno ai 16 anni. Quindi un portiere di Futsal a cui ispirarmi non ce l’ho, però comunque fin da piccola giocavo con mio fratello e i suoi amici ed è lì che è nata la mia passione. È stata una cosa nata più dall’interno che guardando partite. Io amo giocare a calcio ma non lo seguo, infatti non ho una squadra del cuore. 

La difesa ha contribuito all’arrivo questo titolo? Se si, quanto ha contribuito? 

Assolutamente sì, il calcio a cinque è un lavoro molto di squadra. Quindi senza il gruppo è difficile arrivare ai risultati. Un buon portiere può sicuramente dare sicurezza alla squadra ma è anche una difesa capace che dà sicurezza al portiere.  

Quanto il rapporto umano oltre che la preparazione tecnica con il tuo preparatore atletico, Ramon Davalos, ha influito nel rendimento? 

Sicuramente avere un buon rapporto con il proprio preparatore è essenziale per fare bene. Io ho avuto la fortuna di averne uno bravissimo che, partendo da zero e in età avanzata per gli standard d’inizio di uno sport, ha saputo darmi una base per fare il portiere di Futsal che richiede dei movimenti tecnici totalmente diversi da quelli del portiere di calcio a 11.  

E dal miglior portiere della competizione siamo passati al capocannoniere, Simona Aresu, che con 30 gol ha saputo trainare la sua squadra fino alla competizione nazionale.

Vista la conquista del titolo di capocannoniere, qual è stata la differenza che hai potuto notare dal passaggio dal calcio a 11 al calcio a 5 sotto questo aspetto? 

Il calcio a 5 è più veloce mentre nel calcio a 11 ci sono più tempi morti. Poi la squadra, nel calcio a 5, aiuta di più nel creare azioni da gol. 

Quanto è importante per voi il raggiungimento di questo obiettivo? E quanto è stato importante, a livello personale, raggiungere il titolo di capocannoniere? 

Era un obiettivo che ci siamo poste a inizio anno e siamo contente di esserci riuscite. Il titolo di capocannoniere è stato inaspettato però sono molto contenta. 

In conclusione abbiamo scambiato due chiacchiere con il nuovo mister della Women Castel Volturno, Gigi D’Alicandro, il quale sembra avere già le idee chiare sul lavoro da fare con quelle che son diventate le sue ragazze. 

Come si sente a dover prendere un gruppo che ha raggiunto questo obiettivo? 

Il salto di categoria nel mondo del calcio a 5 si farà sentire, quindi ci sarà tantissimo da lavorare. Non dobbiamo avere la mentalità della squadra neopromossa tranne che per la cattiveria e la voglia di tenersi stretti la categoria. Non sono mai entrato in uno spogliatoio dicendo alla mia squadra che dovevamo salvarci. Voglio dare una mentalità vincente perché il lavoro ripaga sempre. Sarà un bell’ostacolo da superare il salto di categoria ma ci faremo trovare pronti e saremo all’altezza della situazione. 

Quanto pensa che sia importante il sostegno del pubblico visto che il presidente prima ci diceva che Castel Volturno non ha sostenuto così tanto questa scalata delle ragazze? 

Mi auguro che il salto di categoria avvicini con entusiasmo le persone a vedere le partite. Vedranno uno spettacolo, l’aspetto del giocare bene lo curo tanto e chi verrà a vedere le partite deve divertirsi. L’affetto del pubblico carica ulteriormente la squadra e nei momenti difficili può fare la differenza. 

Ha già conosciuto le ragazze? Si è già creato un gruppo con loro? 

Per il momento ne ho conosciute alcune, mi hanno parlato bene di questo gruppo da salvare. C’è una parte che bisogna confermare e una parte che deve nascere. La Serie A2 è completamente diversa, io vengo dal mondo nazionale e la differenza è netta con il mondo regionaleNascerà una nuova Women Castel Volturno che confermerà quanto di buono fatto e crescerà per il mondo nazionale.

Pensa che il rapporto umano tra le ragazze sia molto importante ai fini del rendimento in campo?  

È fondamentale. Lo spogliatoio va vissuto come una famiglia. Quello che fa la differenza, anche in squadre dove sulla carta sembra che non si sia pronti per vincere, è l’unione del gruppo. Chiederò attaccamento alla maglia, spirito di sacrificio e umiltà che sono le prerogative per una squadra che deve raggiungere un obiettivo.

L’impegno, la dedizione e la passione delle ragazze della Women Castel Volturno, e di chi ha investito in questo progetto, hanno fatto sì che l’obiettivo venisse raggiunto. Non c’è stato il sostegno di una comunità ma ci auguriamo comunque che inizi a seguire queste ragazze in modo che il territorio possa realmente ripartire dallo sport possa accompagnare la squadra nella massima serie. 

di Rossella Schender

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°208
AGOSTO 2020

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