Whirlpool e Jabil: rioccupazione dipendenti preoccupa i sindacati

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I sindacati alzano la voce, la nota di Fim, Fiom, Uilm Campania e Caserta
«Preoccupati per l’evolversi negativo delle re-industrializzazioni avviate sul territorio di Caserta che dovevano rappresentare una soluzione positiva alle scelte di ridimensionamento delle multinazionali Jabil e Whirlpool».

La re-industrializzazione di Jabil e Whirpool sembra essere un flop, il futuro per i dipendenti resta incerto e i sindacati con una nota ufficiale fanno sapere della loro preoccupazione. I rappresentanti provinciali e regionali dei tre gruppi sindacali portano alla luce gli evidenti limiti e le mancate promesse di reinserimento dei lavoratori.

La situazione Jabil

«Jabil ha presentato alle istituzioni nazionali e regionali due soggetti industriali che si sono dichiarate disponibili ad assorbire parte degli esuberi. Il gruppo Orefice che ha assunto 23 lavoratori con l’impegno di avviare sul territorio casertano uno stabilimento di produzione di generatori elettrici, ma ad oggi nessun stabilimento è stato realizzato e tutti i lavoratori sono stati licenziati. Il gruppo Softlab che ha assunto circa 250 lavoratori ex Jabil dopo oltre due anni continua a fare ricorso alla cassa integrazione e il progetto di un insediamento industriale a Marcianise è andato in parte disatteso occupando saltuariamente poco più di una decina di lavoratori a fronte dei 100 inizialmente previsti. Inoltre in merito alla realizzazione di un polo tecnologico di eccellenza dell’elettronica con altre società del territorio (tra cui FIB del gruppo Seri) siamo ancora fermi alle presentazioni pubbliche con la presenza di istituzioni nazionali e regionali».

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Fronte Whirlpool

I tre sindacati nella nota analizzano anche la situazione Whirlpool:«La multinazionale si è affidata al gruppo Seri per la re-industrializzazione del sito di Carinaro che prevedeva due progetti, Teverola 1 e Teverola 2. Il primo progetto industriale, che ha assorbito già 75 lavoratori ex Whirlpool, dopo alcuni anni non ha ancora iniziato la produzione di serie di batterie al Litio. Nonostante in più incontri istituzionali siano state annunciati tre anni di commesse in portafoglio, ordine da produrre urgentemente. Nulla si conosce del secondo progetto presentato al MISE che doveva realizzare un investimento di circa 500 milioni di finanziamenti europei e assorbire altri 100 lavoratori. Abbiamo sempre sostenuto che i progetti di re-industrializzazione individuati come strumento per il rilancio industriale ed economico del territorio, per dare una prospettiva occupazionale concreta ai lavoratori in esubero da altre aziende dovevano vedere il coinvolgimento convinto delle istituzioni. Per questo riteniamo positivo l’ingresso di Invitalia nel capitale di TME per la realizzazione di un nuovo progetto industriale che reimpieghi i lavoratori di Jabil ma è necessario recuperare il clima di sfiducia che si è creato tra i lavoratori iniziando ad assumere i lavoratori licenziati da Orefice».

Fim, Fiom e Uilm: «Evitare che la situazione precipiti e abbia uno sviluppo drammatico»

«Valuteremo tutte le iniziative – si legge nella nota dei tre sindacati – necessarie a sostenere e mettere in sicurezza il lavoro, le prospettive e il futuro di centinaia di lavoratori legati alle realtà industriali di Whirlpool e Jabil e delle relative aziende impegnate in progetti di re-industrializzazione e rioccupazione, per evitare che lo sviluppo del piano abbiamo conseguenze drammatiche».

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