Luigi La Morgia, amministratore delegato di Whirlpool nel corso della riunione al Mise (Ministero dello sviluppo economico), ha confermato la volontà della multinazionale americana di dismettere il sito di Via Argine a Napoli. Attualmente l’industria napoletana impiega circa 350 lavoratori ma nonostante l’alto numeri di impieghi Whirlpool ribadisce quanto detto già un anno fa: «il 31 ottobre la produzione su Napoli cesserà».

La decisione di Whirlpool

«Dopo 18 mesi, sebbene gli sforzi messi in campo sono stati importanti e unici, il mercato su Napoli non è cambiato. Whirlpool non ha mai abbandonato nessuno, abbiamo sempre fatto la nostra parte, resta l’impegno nei confronti di tutti gli altri siti nel 2021». Queste le parole di La Morgia che sottolinea come ci sia stato il tentativo durato un anno e mezzo per “salvare” i lavoratori napoletani di Whirpool, a quanto pare però, i numeri freddi delle statistiche economiche non consentirebbero l’apertura dei cancelli di Via Argine, a fine mese la produzione si fermerà.

Il ministro Patuanelli

Patuanelli informerà il governo nel Consiglio dei ministri di questa sera: «Sentirò anche il presidente del Consiglio sulle iniziative da mettere in campo. Dal governo c’è un impegno massimo su questa vertenza. Il lavoro che stiamo facendo da mesi su Napoli è serio e lo continueremo a fare». Ha dichiarato Il ministro dello Sviluppo economico.

Via Argine

Secondo quanto elencato da La Morgia in fase di confronto con il Mise, Il sito campano produce al momento 200mila lavatrici l’anno contro le 900mila di capacità massima e la soglia di 500mila perché la produzione sia sostenibile. Dati che non hanno convinto il ministro: «La prima possibilità è che la scelta di chiudere Napoli sia stata fatta da molto tempo in modo strategica, la seconda è che avete sbagliato prodotto per Napoli. Avrei voluto sentire una di queste cose, perché se si ammette di fare un errore si può rimediare all’errore. Io non credo nell’errore, ma credo che sia una scelta presa molto tempo prima».

Tavolo permanente

La sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde, ha annunciato: «Da oggi verrà convocato un tavolo permanente su Whirlpool in cui parteciperanno tutte le parti. Questo tavolo operativo si pone come obiettivo quello di discutere con tutti gli attori, visto che le relazioni industriali con l’azienda si sono deteriorate nel tempo. Dal governo, e lo ha confermato anche l’azienda, sono stati portati avanti – ha sottolineato – sforzi unici, ma non possiamo più sottostare ai desiderata e alle pretese della multinazionale. Dobbiamo lavorare in prospettiva e in resilienza, con operazioni robuste dal punto di vista industriale. Abbiamo lavorato incessantemente, e lo stiamo continuando a fare, per la piena occupazione per i lavoratori di Napoli con delle prospettive importanti e non per un futuro di sussistenza».

Scontro con i sindacati

Uno sciopero di 8 ore in tutti e 6 gli stabilimenti Whirlpool in Italia accompagna l’incontro al Mise e i sindacati sono sul piede di guerra. Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil ha prontamente dichiarato che dinnanzi alla conferma della chiusura dello stabilimento di Napoli, il sindacato risponderà con lo scontro sociale. Infine la segretaria ha concluso: «La dichiarazione dell’azienda di oggi è una dichiarazione di guerra, ancora più grave nel momento in cui l’Italia vive una crisi pandemica senza precedenti». Il leader Uilm, Rocco Palombella attacca invece il governo che nel luglio scorso aveva annunciato le proposte di acquisizione del sito di via Argine, queste le sue parole: «Patuanelli deve prendersi le sue responsabilità, Whirlpool non se ne può andare. Altrimenti diventa la vergogna italiana. Io non li prendo in giro i lavoratori. Una volta per tutte chiariamo cosa vogliamo fare».

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