Pan David Bowie

PAN: al via la mostra “David Bowie: the passenger”

Inaugurata, al Palazzo delle Arti Napoli in via dei Mille, la mostra David Bowie: the passenger. By Andrew Kent

Mina Grasso 25/09/2022
Updated 2022/09/25 at 10:43 PM
4 Minuti per la lettura
Highlights
  • “La prima volta che ho incontrato David è stato grazie al mio amico regista Cameron Crowe. Cameron all'epoca era agli inizi della sua carriera, non aveva molti soldi, dormiva sul mio divano e lavorava anche come giornalista. Una volta doveva intervistare David, ma l’unica possibilità che gli avevano dato era alle tre del mattino. Non sapendo guidare, chiese a me di accompagnarlo a Los Angeles”. (Andrew Kent)

Inaugurata da un paio di giorni al PAN in via dei Mille la mostra David Bowie: the passenger. By Andrew Kent, organizzata da Navigare con la curatela di Vittoria Mainoldi e Maurizio Guidoni di Ono Arte. L’esposizione sarà in programma al PAN dal 24 settembre al 29 gennaio 2023.

La mostra per David Bowie al PAN: i temi dell’esposizione

L’esposizione affronta il tema del viaggio, della musica, dell’amicizia e della fotografia. Gli scatti sono quelli del fotografo Andrew Kent, nel corso di Isolar Tour che partirà da Vancouver il 2 febbraio 1976 per concludersi a New York il 18 maggio dello stesso anno: 64 concerti in 12 paesi in meno di quattro mesi. La parte americana del tour si con concluderà al Madison Square Garden il 26 marzo del 1976, per poi spostarsi verso l’Europa partendo dalla Germania, toccando Berlino, fortunata meta. Nei tre anni successivi nascerà infatti, la Trilogia berlinese, con gli album Low (1977), Heroes (1977) e Lodger (1979), e Bowie stringerà uno stretto legame con Iggy Pop.

foto Mina Grasso

In tour l’artista è David Bowie, nato come David Robert Jones. Lui è The Thin White Duke, il sottile duca bianco: sottile nel corpo, bianco nel colorito. Anche se l’aggettivo si presta ad una duplice interpretazione, la seconda legata all’uso di sostanze di cui David era dipendente: “scappa dalla coca, di cui faceva uso nel suo paese – racconta il curatore durante la presentazione della mostra – e in tour trova l’eroina“. Nel corso degli anni gli pseudonimi utilizzati dal cantante saranno Ziggy Stardust, Alladin Sane, Halloween Jack, Nathan Adler e, appunto, The Thin White Duke. Nel corso di questi passaggi Bowie, camaleontico ed estremo, cambierà nomi, aspetto e personalità. L’album Station to Station promosso nel corso dell’Isolar Tour rappresenterà per lui il primo passo verso ilo cambiamento e verso una notorietà mondiale.

Maurizio Guidoni _foto Mina Grasso

Cosa documentano le fotografie?

Nelle fotografie Kent documenta concerti e viaggi, in treno e nave. Ci sono scatti in hotel e nelle città toccate come Berlino, oppure Mosca dove rimasero per sette ore a camminare per le vie, Basilea, Helsinki, e luoghi rappresentativi come la Piazza Rossa di Mosca, la Berlino Est, la Victoria Station di Londra, terra natale di David dove si verificò l’incidente del saluto nazista immortalato da uno scatto fotografico, Brest in Bielorussia dove Kent racconta che vennero fatti scendere dal treno e nei bagagli vennero loro sequestrate alcune riviste di Playboy e libri sul nazismo di Bowie. E infine, Parigi, ultima tappa, dove Kent fotografa per due ore in hotel Bowie in vestaglia mentre, elegante e divo, si ridisegna il trucco allo specchio.

foto Mina Grasso

Nelle foto di mostra compaiono anche i compagni di viaggio di Bowie come l’americano amico e cantante Iggy Pop, l’assistente personale Coco Schwab, che avrà un legame molto intimo e stretto con l’artista, intervallato da una breve assenza tra il primo e il secondo matrimonio di Bowie, ma che resterà con lui fino alla morte nel 2016, e Patatine Gibbson, tour manager del tempo. L’allestimento vede anche due sezioni espositive dedicate alla carriera cinematografica di Bowie e ai costumi, quest’ultima in collaborazione con il corso triennale di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

foto Mina Grasso

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