We come from Napoli: Liberato termina il suo tour con tre sold-out a Piazza Plebiscito

Gennaro Alvino 19/09/2023
Updated 2023/09/19 at 9:17 PM
3 Minuti per la lettura

Si chiude con i fuochi d’artificio l’incredibile tour di Liberato che ha portato l’ormai affermato artista partenopeo sui palchi delle principali città europee. Berlino, Parigi, Londra e la cittadina belga di Dour hanno a cantato a squarciagola le tracce del cantante dell’indennità ancora sconosciuta.

Il tour che prende proprio il nome di “Tournamm’ a casa” non poteva che concludersi nella sua Partenope. Piazza Plebiscito è stata letteralmente invasa dai numerosi fan di Liberato nelle tre date del 16, 17 e 18 settembre. La piazza che ha negli anni ospitato i più grandi artisti nazionali ed internazionali, da Pino Daniele ad Eric Clepton, ha nei giorni che precedono la Festa di San Gennaro regalato uno spettacolo che rimarrà di certo nei cuori dell’ enorme pubblico accorso ai piedi della rosa bianca, storico simbolo di Liberato.

We come from Napoli

Nelle ancora estive giornate di metà settembre, l’intera città di scioglie come l’ormai più celebre prodigio di San Gennaro dinanzi alla storica location di Piazza Plebiscito. L’orario di inizio del concerto è alle 21 ma già dalla mattina i fan iniziano ad affollare lo spazio adiacente al palco per assicurarsi i posti migliori e godersi al meglio uno spettacolo da troppo tempo atteso.

Ad aprire la serata ci ha pensato la musica dei “Thru Collected” seguita poi dal travolgente dj set dei “Napoli Segreta“. L’arrivo sul palco di Liberato seguito dalla sua band, anch’essa in maschera, è stato naturalmente accolto con enorme entusiasmo. Tra maglie celebrative per lo scudetto del Napoli e innumerevoli rose al cielo, l’artista si è esibito per circa due ore no-stop spaziando dal genere house al raggaeton fino al folk rigorosamente in napoletano.

Sul palco di Piazza Plebiscito anche Calcutta

Non poteva inoltre mancare la canzone che ha dato la vita a tutto il progetto “Liberato”: durante la performance di “Nove Maggio“, prima storica traccia dell’artista, sale con grande sorpresa sul palco Calcutta, pseudonimo di Edoardo d’Erme, che duetta insieme al cantante. Sul palco di Piazza Plebiscito si sente forte l’impronta della tradizione napoletana e allora tutti i 25.000 si ritrovano a ballare una frenetica tammurriata sulle note di “Nunn’ a voglio ‘ncuntrà” e “Cicerenella” alla quale ha preso parte un corpo di ballo composto da dieci ballerini del collettivo FUNA. Dopo l’iconica “Tu t’è scurdato ‘e me” è il momento di festeggiare tutti insieme con ” ‘O core nun tene padrone“, canzone diventata simbolo del recente scudetto napoletano, che ha colorato ed illuminato l’intera piazza con un sinfonico gioco di fuochi d’artificio con il quale si è di fatto chiuso il concerto.

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