Watchmen – Il Grande Fumetto Americano

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Non fate caso al titolo, il Grande Romanzo Americano spesso parla quasi solo delle banali e mediocri vite di borghesucci nevrotici bianchi. Watchmen, al contrario, ha un uomo nucleare!

Scherzi a parte, il sequel TV di Watchmen creato da Damon “Lost” Lindelof sta facendo molto parlare di sé di questi tempi. Io stesso ho una recensione in programma, ma prima penso sia doveroso dare un’occhiata alla graphic novel originale di Dave Gibbons e Alan Moore, per capire cosa rende Watchmen così speciale.

Watchmen, uscito inizialmente in edicola in dodici parti tra il 1986 e il 1987 (e solo dopo pubblicato come libro unico dalla DC Comics per evitare che Moore e Gibbons potessero riaverne i diritti) parla di un’America alternativa in cui i supereroi esistono sin dagli Anni ‘30. Si tratta solo di semplici tizi in calzamaglia (tranne per il Dottor Manhattan, cui un incidente nucleare dona poteri semidivini). I protagonisti sono un gruppo di vigilanti mascherati per la maggior parte ritirati e rifiutati dalla società e, a quanto pare, per nulla messi bene a livello mentale.

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Quello che forse vi è più familiare è Rorschach (in parte per il pessimo adattamento cinematografico di Zack Snyder, che lo mistifica in un eroe), un pazzo furioso razzista, omofobo, misogino, cospirazionista di ultradestra che è l’ultimo vigilante indipendente ancora in attività; un detective incompetente che va in giro a pestare gente a caso e scopre il terribile segreto che muove la trama. Il suo opposto è Daniel Dreiberg (Nite Owl II), supereroe ebreo che rientra nel gioco spinto da Rorschach: è uno dei pochi personaggi positivi della trama, un uomo buono ma nevrotico la cui vita si è arrestata marcita dopo che ha smesso di essere il supereroe, che torna in calzamaglia perché è un’avventura e vuole genuinamente aiutare le persone.

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Altre dicotomie sono il Dottor Manhattan e Laurie Juspeczyk (Silk Spectre II). Quest’ultima è una donna costretta nel costume dalla propria madre (Silk Spectre I) e si scaglia sia contro quest’ultimo e sia contro il sistema che la obbliga a essere un supereroe per il governo pena la persecuzione e vorrebbe soltanto avere una vita normale. Manhattan, invece, è un dio burattino del governo che sperimenta ogni istante nello spazio-tempo contemporaneamente e perciò pensa di essere nient’altro che un ingranaggio in una macchina, uno schiavo del destino; il suo arco narrativo è proprio quello dell’ingranaggio che cerca di staccarsi dalla macchina, di creare il proprio destino.

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È questo infatti il tema del Watchmen originale: piccoli uomini che tentano di affermare il proprio destino a dispetto del sistema. Watchmen è un prodotto del suo tempo, perché la Guerra Fredda era spesso piena di persone che si trovavano colte in mezzo alle due superpotenze e cercavano di rendersi indipendenti.

Anche il nuovo Watchmen sembra rispecchiare il mondo contemporaneo…ma gli orrori stavolta sono diversi. Guardate bene, perché potreste riconoscervici.

 

di Lorenzo La Bella

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