Watchmen 2019 – Voci restituite

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Ho finalmente finito Watchmen di Damon Lindelof (Lost), serie HBO sequel dell’omonima graphic novel di Alan Moore del 1986.

Da dove cominciare?

Partiamo dalla premessa: Watchmen di Moore termina nel 1985, con un’umanità salvata all’ultimo minuto da un conflitto nucleare da un attacco alieno (nello specifico: un clamaro gigante si schianta su New York uccidendo tre milioni di persone) orchestrato da un ex-vigilante milionario. Nixon è ancora presidente perché ha vinto la guerra del Vietnam grazie al semidio atomico Dr. Manhattan, e l’unico che voleva spifferare tutto sulla cospirazione dietro l’invasione aliena era un suprematista bianco omofobo, misogino e Repubblicano (ma mi sto ripetendo).

Watchmen di Lindelof si apre nel 2019, in un’America in cui Robert Redford è presidente da 26 anni. Numerose riparazioni sono state fatte nei confronti degli Afroamericani per rimediare a secoli di oppressione, ma ciò ha solo radicalizzato i razzisti bianchi, che si sono organizzati nel Settimo Cavalleria (Seventh Kavalry, in riferimento al KKK), una specie di ISIS cristiana e rigorosamente bianca, destrorsa e cishet. Per combatterli la polizia ha iniziato a indossare maschere come dei veri e propri vigilanti mascherati.

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La protagonista è Angela Abar/Sister Night, poliziotta di Tulsa, Oklahoma, la quale scopre una nuova cospirazione ordita dalla Seventh Kavalry…guarda caso, Angela è Afroamerican, e suo nonno Will è il primo vigilante mascherato, Hooded Justice (creato da Alan Moore nel suo, di Watchmen). Will è un sopravvissuto del Massacro di Greenwood del 1921 (realmente accaduto) in cui dei bianchi distrussero una comunità Afroamericana che era riuscita a prosperare nonostante la segregazione razziale, ed è proprio questo avvenimento a spingerlo dapprima a entrare in polizia e poi a indossare una maschera—una cosa che anche sua nipote farà, ottant’anni dopo, dopo che la sua famiglia viene attaccata dalla Seventh Kavalry.

Ed è su questo si fonda Watchmen 2019. I protagonisti portano maschere per riparare ai torti che hanno subito ed evitare che altre persone li subiscano a loro volta, con la differenza che questi torti non consistono nell’omicidio dei tuoi ricchi genitori bianchi in un vicolo, ma in secoli di linciaggi, schiavitù, e segregazione sanzionate o ignorate dal Governo. Persone che devono tenere sempre nascosto il proprio dolore, la propria rabbia alle migliaia di torti che ricevono ogni giorno solo per essere nati con un diverso colore della pelle. Persone che vengono schernite, offese con la più pura indifferenza, e odiate per il solo fatto di esistere. E queste persone, badate bene, esistono nel mondo reale. Lindelof ha aggiunto solo le maschere.

L’altra differenza è che nel nostro mondo, il Presidente Americano è uno che la Seventh Kavalry, la voterebbe con gioia. Ma almeno, in Watchmen 2019, gli orrori che gente come lui cerca di minimizzare o scaricare su altri sono in primo piano e, grazie a ciò, noi ne siamo al corrente.

Le voci che erano state silenziate ora si sentono di nuovo, forti e chiare.

di Lorenzo La Bella

 

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