Warriors of Sanità

Il corto fantascientifico di Luca Nappa ambientato a Napoli

“Cosa succede quando due scugnizzi del Rione Sanità credono di aver trovato un mutante con poteri magici? Francesco e Vincenzo lo scopriranno presto. Un uomo misterioso si aggira per il quartiere e i due bambini lo hanno convinto a seguirli a casa loro, sicuri che nasconda qualcosa di speciale. E se avessero ragione?”. Questa la sinossi di “Warriors of Sanità”, il cortometraggio del giovane regista potentino Luca Nappa, vincitore del Premio Rai cinema Channel Giffoni Film Festival 2018. Abbiamo intervistato Luca, promettente talento ed orgoglio del Sud.

Da quale esigenza comunicativa nasce l’idea di girare il cortometraggio Warriors of Sanità?
«L’idea è nata in seguito alla visione di “Attack the Block” (Joe Cornish, 2012) un film inglese in cui una gang della periferia di Londra si ritrova ad affrontare da sola un’invasione aliena.  Dopo la visione mi sono chiesto spesso che tipo di sviluppi avrebbe potuto avere un’idea del genere se applicata a una realtà come quella del Sud Italia. E se, in primo luogo, i risultati di questo mix possono essere quelli dell’equivoco comico e dell’ironia, l’intenzione era anche quella di esplorare dei temi che spesso vengono trascurati dalla narrativa italiana. Fantascienza e avventura possono portare risultati davvero originali quando calati nella realtà italiana, a patto però che questo passaggio venga fatto tenendo conto del contesto geografico e culturale. Altrimenti il prodotto diventa solo un’imitazione sbiadita di un film americano»
Com’è stato girare un film a Napoli e come sei stato accolto dal Rione Sanità?
«Girare a Napoli è stata un’esperienza unica. Napoli è incredibile dal punto di vista visivo, una città intensa e in costante movimento, dove si potrebbe piazzare la macchina da presa in un punto a caso ed ottenere comunque qualcosa di interessante. A questo si è andato ad aggiungere l’incredibile fascino del Rione Sanità, con i suoi palazzi d’epoca, i suoi bassi ed i suoi vicoli. Entrare in contatto con i residenti e i commercianti del quartiere, essere accolti con tanto calore è stato fondamentale, nonostante la sua fama di “quartiere difficile”».

Raccontaci questa esperienza.

«Il corto aveva ricevuto un’ottima accoglienza da parte del pubblico in sala e questo ci aveva sicuramente dato speranza per la cerimonia di premiazione. Allo stesso tempo, però, la competizione era davvero forte. Per questo vincere il premio è stata una sorpresa che ci ha reso molto felici. Soprattutto per me è stata una grande soddisfazione ricevere un premio da parte di Rai Cinema. Avendo prodotto il corto con la London Film School, con in mente un pubblico inglese, non avevo ancora avuto il tempo di riflettere su come un pubblico italiano potesse accogliere la mia storia.
Warriors of Sanità ha poi continuato a riscuotere successi quest’estate, vincendo un premio al Rhode Island International Film Festival 2018 come miglior corto sui giovani e un premio al Sud Short Film come miglior cortometraggio sul Sud Italia. A breve, inoltre, entrerà a far parte del palinsesto di Rai Cinema Channel nell’ambito del Giovedì Corto Rai».
Parliamo di te. Chi è Luca Nappa e quali sono i suoi sogni?
«Sono uno dei tanti expat italiani che è finito a studiare e poi lavorare a Londra. Mi sono laureato in regia con un Master alla London Film School dopo aver conseguito una triennale in Cinema ed Arti della Visione al Dams di Roma Tre. A Londra lavoro da circa un anno nell’industria del cinema come assistente di produzione e aiuto regia. Il sogno nel cassetto continua a restare quella di farcela come regista, magari a Hollywood ma anche in Italia. L’obbiettivo, quindi, rimane sempre quello di raccontare l’Italia e il Sud con un occhio nuovo e diverso, continuando a sperimentare stili di narrazione moderni per raccontare la realtà in cui sono cresciuto».