Walter Molli e i suoi “intrusi”

Walter Molli "Intruders" - Photo credit Maria Grazia Scrima

“Intruders” mostra pittorica dell’artista Walter Molli inaugurata al Palazzo Arti di Napoli dal 13 al 22 ottobre 2017 nello spazio foyer di Palazzo Roccella. L’artista e architetto iniziando il suo percorso con l’arte dei graffiti e della street art, con il fine ultimo della pittura murale e su treni, poi passando nella ricerca e esplorazione del territorio urbano. “Gli intrusi” sono i protagonisti delle opere esposte all’evento. Predatori, raffigurati nell’attimo precedente all’azione. La sua ricerca va oltre lo spazio urbano dei non luoghi della metropoli che comprende la Street art e il mondo dei graffiti. L’artista raffigura un predatore libero e indipendente, solitario e soprattutto notturno che muovendosi con velocità, può raggiungere la sua preda. Le movenze di un felino sono attente, immediate simili a quelle di un writer. Intruders è un viaggio tra l’evoluzione tecnica e stilistica dell’artista. Walter Molli classe ‘84 di Napoli, è un artista che iniziando dal writing, passando per i graffiti ha sempre sperimentato varie forme d’arte alimentando la sua creatività. Studia architettura, appassionato di arte classica, computer grafica, modellazione 3D. Successivamente inizia a sperimentare nelle prime collettive, tecniche diverse, dalla pittura ad olio, agli acrilici, dall’acquerello allo spray, dalla fotografia alla stampa digitale. Inizia con la sua prima personale nel 2014. Attualmente vive e lavora a Napoli, la sua ricerca pittorica spazia dallo studio del ritratto alla figura, a un lavoro di catalogazione fotografica e composizione architettonica, senza tralasciare l’esperienza e il bagaglio avuto dalla street art e i graffiti.

Walter Come nasce l’idea di realizzare questa mostra Intruders?
«La mostra denominata “Intruders” prende il nome proprio da ritratti di felini, partito con dei quadri sporadici, che poi è diventato una pratica continua. In qualche modo mi sono chiesto il perché oltre l’amore che ho per i felini o dello studio dell’animale stesso, in particolare ho studiato i felini senza peli gli sphynx che sono molto espressivi, rugosi, e questa cosa li rende più antropomorfi, più umanoidi. Venendo dal mondo dei graffiti, ho notato che i migliori graffitari affrontano la loro pratica come i felini, quindi invadono territori, riescono a raggiungere posti irraggiungibili ad altri, e questo fa di loro dei super eroi, come i writer persone che arrivano a dipingere ovunque senza problemi, lasciando la loro impronta, e riescono a conoscere il territorio molto meglio di altri, un po’ come i gatti».

Come nasce il tuo percorso artistico?
«Il mio percorso artistico nasce dai graffiti, mi piaceva dipingere, guardando gli altri fare questo lavoro. Mi sono sempre interessato alla storia dell’arte, ma non era l’arte classica che mi attirava in primis, poi col tempo ho cominciato a ammirare qualsiasi tecnica per avvicinarmi prima in maniera schematica e poi più precisa».

Quali tecniche hai utilizzato per realizzare queste opere?
«La pittura a olio con spatola e altri materiali, ci sono quadri realizzati con smalti industriali, e altri di tecnica mista con carboncino, spatole etc.».

Ho notato che ci sono delle opere abbozzate come una sorta di schizzo. Qual è la lettura che dobbiamo dare?
«Non c’è una cronologia perché è inevitabile che quando uno inizia un percorso inizia a schematizzare».

 

 

Cosa vorresti trasmettere attraverso queste opere?
«Prima di tutto vorrei che l’osservatore guardando le dimensioni del quadro si sentisse in soggezione rispetto al soggetto, in quanto si sentisse oggetto e quasi preda, perché il felino tende a incutere un certo timore».

Quali sono i tuoi progetti futuri?
«Più che progetti futuri sono progetti paralleli, portare avanti una ricerca pittorica, e spaziare tra figurativo e architettonico, una cosa che prima tendevo a mischiare, Intruders è diventato un percorso separato, al di la di questo sto cercando di percorrere la strada dell’installazione del materico in qualche modo utilizzando tutto ciò che può trasmettere qualcosa. Quello che mi permette di trasmettere quello che faccio, probabilmente è ancora una mancanza di coerenza».

Se dovessi dare un consiglio a un giovane artista che inizia a intraprendere questo mondo cosa gli diresti?
«È bene seguire le mode, le tecniche artistiche, ma quello che bisogna fare è rimanere sé stessi, guardare la propria interiorità. La pittura è una pratica che riesce ad essere sincera perciò l’osservatore non ha bisogno di essere acculturato per capire una magagna».

Qual è il tuo artista di riferimento?
«Ne ho molti dai quali prendo spunto, soprattutto dai contemporanei ma anche dai maestri dal passato, come quelli dell’inizio novecento, come impostazione accademica, costruttivisti russi, anche se non lo riporto spesso nelle mie opere».

Walter Molli è un giovane artista napoletano, dagli inizi del 2000 si è mosso negli ambienti underground della città esprimendo la sua creatività attraverso i murales approcciando all’aerosol art, nella sua originalità ha decorato treni, ferrovie etc. Una visione tutta particolare proposta dall’artista e architetto Molli quella dei suoi felini predatori, un’esplosione di colori che tende a valorizzare l’aspetto urbano contemporaneo.

di Maria Grazia Scrima

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attualmente frequenta un corso in Fotografia pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.