Volturno Multiutility SpA, la risposta di Alessandro Fiorentino al sindaco Russo

Volturno Multiutility

Riceviamo e pubblichiamo una nota dal dott. Alessandro Fiorentino, rappresentante dell’ex socio privato della Volturno Multiutility S.p.A., che vuole anche rappresentare un aperto dibattito iniziato con la nota ricevuta nei giorni scorsi dal sindaco di Castel Volturno, dott. Dimitri Russo . ( https://wp.me/p3W0iW-oV2 )

La nota del dott. Alessandro Fiorentino è pubblicata integralmente, così come ricevuta.

A breve vi aggiorneremo con altri contributi che potranno sicuramente fare ulteriore chiarezza sul tema.

Speriamo vi siano contributi anche dalle parti politiche e da altri rappresentanti istituzionali, consiglieri e assessori del Comune di Castel Volturno, che negli ultimi anni hanno dato chiare indicazioni attraverso delibere (ad esempio la n. 5 del 20.04.2015).

«Ho letto l’intervento del Sindaco Dimitri Russo pubblicato sul Vostro giornale e vorrei intervenire nel dibattito con qualche considerazione, non prima di aver fatto alcune precisazioni sulla ricostruzione dei fatti fornita, in modo che il panorama delle informazioni risulti completo a tutti coloro che sono interessati alla questione.

Anzitutto è molto importante sapere che la Commissione Straordinaria, qualche tempo dopo aver impugnato il bilancio 2011 della VM, per le ragioni ricordate dal Sindaco, ha rivalutato la propria posizione sull’argomento tant’è che nel maggio 2014 ha deliberato, con i poteri del consiglio comunale, l’istituzione di un tavolo tecnico per ricomporre bonariamente le vertenze tra il Comune di Castel Volturno e la VM.

Inoltre, la stessa Commissione Straordinaria e, successivamente, l’Amministrazione Russo hanno approvato – non avendoli impugnati – i successivi bilanci 2012, 2013 e 2014, oltre a un bilancio straordinario infrannuale 2015, ove le medesime voci di credito risultavano appostate sia per l’ammontare in precedenza contestato, che per l’ulteriore parte maturata nei rispettivi esercizi.

E, ancora, la Commissione Straordinaria, nella relazione conclusiva del proprio mandato, ha riservato parole lusinghiere per descrivere l’operato della VM, laddove numerose critiche e censure hanno riguardato la rappresentazione delle diverse aree in cui la Commissione è intervenuta per ripristinare la legalità.

Orbene, cosa abbia spinto la Commissione Straordinaria a rivalutare la questione del contenzioso con la VM è probabilmente rintracciabile nella stessa disamina che il Sindaco Russo ha svolto con il proprio intervento su questo giornale e che tenterò di semplificare.

Il Sindaco Russo ha rappresentato le ragioni, nel cui merito non entro per non dilungarmi, per le quali la VM ha iscritto nei propri bilanci i crediti, poi contestati, indicandone l’ammontare al 2011 in una cifra pari a oltre 5 milioni di euro.

Va precisato che il predetto credito contestato è stato oggetto, poi, di parziale riconoscimento perché il Comune si rese conto che l’importo comprendeva quanto dovuto alla VM per le manutenzioni straordinarie e per le progettazioni ammontanti a complessivi 1,8 milioni di euro circa e pertanto l’importo del credito contestato si è ridotto, indipendentemente dalla causa, a circa 3,5 milioni di euro.

Il Sindaco poi – molto correttamente – ha evidenziato che il Comune di Castel Volturno, sin dal 2002, si è reso inadempiente rispetto a taluni obblighi contrattuali – che non sto qui a elencare per non tediare i lettori – e che, conseguentemente, il Comune stesso doveva e deve indennizzare la VM per i danni prodotti, così come lo stesso contratto prevede.

Ciò posto, la VM ha sostenuto, negli anni, che quei famosi crediti contestati altro non erano che la quantificazione del danno relativo alle inadempienze contrattuali perpetrate dal Comune. Di ciò si sono resi conto – dopo una più attenta analisi della documentazione agli atti del Comune di Castel Volturno, prodotta prima e dopo l’insorgere del contenzioso – la Commissione Straordinaria, prima, e l’Amministrazione Russo, dopo.

Difatti, dalla lettura dell’intervento del Sindaco Russo, ma anche da tutti gli Atti e le Delibere adottate dal Comune di Castel Volturno negli ultimi mesi, si rileva che il contenzioso legale si è ridotto alla necessità di una mera quantificazione del danno dovuto dal Comune alla VM, essendo stato sgombrato dal campo ogni dubbio sull’an debeatur e cioè sul se sia dovuto.
Orbene la domanda è: cosa ha impedito la formalizzazione di un bonario componimento che già nel 2015, con la pubblicizzazione della VM, sembrava un obiettivo già raggiunto?

Dò atto al Sindaco Russo di aver affrontato con decisione e con innato spessore politico sia la fase – da me vissuta – della pubblicizzazione della VM, allorquando raccolse unanime consenso in consiglio comunale, che quella più recente – da me seguita mediante la lettura delle delibere comunali – di analisi e valutazione sulle ragioni e sulla sussistenza dei requisiti previsti dalla riforma Madia relativamente all’affidamento in house del servizio idrico integrato, che ha incontrato non poche resistenze nella sede consiliare.

Tuttavia, la recente prospettazione fatta dal Sindaco, in ordine alla possibilità che la VM venga messa in liquidazione, mi appare riduttiva e scarsamente supportata da valide motivazioni.

In primis, a mio parere, l’arbitrato è inconferente con il tentativo di conciliazione.

L’arbitrato è un rito alternativo a quello giudiziario, finalizzato a dirimere una controversia, mentre, il tentativo di conciliazione, che qui si intende come tentativo di componimento bonario in corso di causa, è uno strumento per estinguere il contenzioso pendente.

Inoltre, sempre a mio giudizio, l’attivazione di un arbitrato presupporrebbe l’abbandono della causa pendente, pertanto, mi chiedo se sia stato individuato il soggetto che dovrà adottare tale provvedimento di rinunzia alla causa visto che sino ad oggi nessuno ha voluto prendersi la paternità formale dell’agognato bonario componimento.

Poi non riesco a comprendere quali siano le “ragioni solo giuridiche“ che imporrebbero la liquidazione.

Non sono stati approvati i bilanci 2015 e 2016 (quello relativo al 2014 come sopra ricordato è stato approvato). Se gli Amministratori e i Soci hanno fatto ciascuno il proprio dovere, i primi di predisporre i progetti di bilancio e di convocare le assemblee e i secondi di intervenire in assemblea ed esercitare la propria funzione, i bilanci possono risultare anche non approvati e non per questo una società va in liquidazione; se ciò non si fosse verificato si sarebbero dovute attivare le procedure previste dalla legge che, oltre a determinare lo sblocco di eventuali impasse, collocano anche le responsabilità in capo a chi si sia reso inadempiente.

Come pure mi chiedo perché si discuta di svalutazioni del credito in assenza di elementi di novità e tenuto conto che non ci sono stati sviluppi né con riferimento al contenzioso, né riguardo all’accordo bonario ? Ma su questo tema devo astenermi dal fare considerazioni perché ciò attiene esclusivamente alle responsabilità degli amministratori.

Infine, condivido appieno gli auspici del Sindaco Russo sul futuro della VM, e confido nella sua capacità di individuare con nuovo slancio una diversa metodologia che lo porti, senza passare per la prospettata fase di liquidazione, a raggiungere gli obiettivi di salvaguardare il servizio per la propria comunità e di tutelare i lavoratori e le proprie famiglie».

Alessandro Fiorentino

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