Voicemails from strangers: l’umanità attraverso un cellulare

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Se c’è un film che poteva essere stato realizzato durante la quarantena, questo è certamente Voicemails from strangers di Austin McConnell, vincitore del Branson International Film Festival 2020.

La premessa è semplice: Austin mette online il proprio numero di telefono e si fa mandare dei messaggi in segreteria telefonica dalle persone, in forma anonima, compilandoli in un documentario. Sarebbe stata la storia perfetta per la quarantena…è invece il film è del Luglio 2019. Ma andiamo con ordine.

Austin McConnell è uno YouTuber particolare. Prima di tutto, i suoi video, una bizzarra ma riuscita combinazione tra vlog e video-saggi, affrontano i temi più disparati, dal perché le soap opera siano una formula geniale per far soldi agli scandali paralimpici fino alle lettere perdute dell’alfabeto inglese. Secondo, è un filmmaker professionista, e i suoi video gettano spesso un occhio alle difficoltà e le assurdità di questa professione. Vanno dalle sue interviste con i colleghi, a progetti falliti con i grossi studios Hollywoodiani fino a pezzi ironici e introspettivi sui suoi tentativi di dirigere lungometraggi e web-series quando era ancora un ragazzo.

Questo suo nuovo esperimento è forse il migliore. Austin ha davvero dato il suo numero di telefono ai suoi iscritti YouTube, ricevendo ben 6081 messaggi e scegliendone 135 per il documentario. Questi sono ordinati cronologicamente: partono dal mattino, con i partecipanti che parlano di come si sono appena svegliati e come guardano alla giornata che hanno davanti, e finiscono la sera, con le persone che riflettono sulla giornata che hanno appena trascorso. Si tratta di giovani, adolescenti, adulti, anziani da ogni contesto sociale: abbiamo impiegati d’ufficio, militari, liceali, camionisti, attori teatrali, camerieri, universitari, ecc. Alcuni sono imbarazzati, non sanno cosa dire, si mettono a ridere nervosamente in linea. Altri provano a scherzare, alcuni fanno ironia sulle proprie sfortune. C’è chi confessa i propri dubbi e le proprie paure per il future, chi i propri problemi, chi espone con entusiasmo i propri progetti per il futuro.

Che età anno? Sono bianchi, neri, asiatici, mediorientali? Gay, etero, bi, cis, trans? Non ci è dato saperlo, a meno che non lo menzionino espressamente, perché tutto ciò che percepiamo di loro è la loro voce. Possiamo immedesimarci del tutto nella manciata di secondi che ci regalano della propria giornata. Possiamo identificarci con loro, immaginare di essere queste persone. È questa la magia di Voicemails from strangers. Ci mette davanti l’umanità attraverso un cellulare, e ci fa ricordare quanto può essere bello immergersi in essa, anche in un periodo di paura come questo. Grazie, Austin.

di Lorenzo La Bella

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