Voce ai lettori: “Non isoliamo le comunità cinesi”

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Pubblichiamo con piacere il contributo di una nostra lettrice, che ha voluto intervenire in merito al coronavirus, sottolineando un importante aspetto sociale. 
“Sono ricoverati allo Spallanzani di Roma una coppia di turisti che sono risultati positivi ai vari test del corona virus,sono atterrati a Milano il 23 gennaio e dopo alcune soste sono giunti nell’ hotel della capitale.
I medici dell’ospedale romano dichiarano che non c’è stato nessun contagio nel cammino, poiché sono stati tempestivamente fatte tutte le procedure necessarie.
La notizia è dilagata ed è stata dibattito di qualsiasi programma mattutino, con diversi ospiti e diverse opinioni. Molte delle personalità intervistate cercano di non creare allarmismo ingiustificato, poiché la situazione italiana, come dice lo stesso ministro della salute, è ancora stabile e questo caso positivo al virus è trattato nella massima sicurezza.
Vengono fatte statistiche su le diverse epidemie che hanno sfidato l’umanità e che, in alcuni casi, l’hanno messa in ginocchio.
Il caso più citato e conosciuto è la peste che, nel trecento, uccise un terzo della popolazione mondiale; tutto ciò lo conosciamo grazie a Boccaccio che immortalò questo evento nella sua opera, il Decameron.
Boccaccio parla della peste nel proemio, dove oltre al illustrare a come questa epidemia riducesse i corpi quindi alle conseguenze igienico-sanitarie, descrive un lato quasi più importante: il volto politico della peste.
La società va sgretolandosi, i legami familiari, le gerarchie e i sentimenti vanno sfumandosi.
I contagiati vengono isolati, ma non come terapia, ma anzi abbandonati senza cure senza avere nessun sentimento di pietà anche tra le famiglie. Uno dei segnali più evidenti è l’abbandono delle onoranze funebri, i cadaveri vengono trasportati su semplici assi di legno senza essere coperti e senza una sepoltura, o persino  abbandonati.
È molto semplice descrivere il volto politico del corona virus del ventunesimo secolo, poiché siamo avvantaggiati dagli innumerevoli mezzi di comunicazione istantanea.
Già immersi nell’odio e nell’intolleranza delle destra italiana, la popolazione sta applicando un isolamento per gli asiatici, chiunque abbia dei richiami che possono illudere a questo tipo di provenienze, senza pensare minimamente che queste non sono norme di sicurezza adeguate.
Le comunità cinesi che sono ben solide qui in Italia, non solo devono patire la paure dei loro cari o amici che si trovano in isolamento, ma devono combattere con l’intolleranza che dilaga per pure egoismo.
Anche se il virus ha come punto di partenza la città,ormai nota, Wuhan sembrerebbe quasi inutile sottolineare che il virus non dipende dall’etnia delle persone.
Quindi evitare negozi, ristoranti, o quartieri cinesi è un gesto totalmente inutile e per lo più offensivo e carico di odio.
Si possono citare diversi episodi di sinofobia come quello segnalato da Lala Hu, docente della cattolica di Milano, che su twitter racconta di come su un mezzo pubblico diversi passeggeri la offendessero pensando che lei non capisse. A venezia una coppia di turisti è stata aggredita verbalmente e ha ricevuto degli sputi da parte di alcuni giovanissimi, probabilmente sempre per un caso di razzismo dovuto al virus.
Questi tipi di episodi non accadono solo in Italia ma ci sono casi australiani, dove sono state dilagata una fake news da parte del ministro della salute che diceva di stare a debita distanza da alcuni quartieri con un importante percentuale di cinesi per prevenzione. Non cambia molto nel Regno Unito poiché si sono registrati diversi aspetti di intolleranza sguardi circospetti, oppure alzarsi dal tavolo di una biblioteca, pub o qualsiasi luogo d’incontro quanto si siede un cinese.
Ovviamente un ruolo fondamentale lo occupano i media e gli altri mezzi di comunicazione che possono aiutare a debellare lo stereotipo che si sta costruendo su una grande fetta del mondo.
Quindi, prima di rinchiuderci in “contada” tra banchetti, giochi e novelle, informiamoci su come si diffonde il virus e quali sono le effettive precauzioni da adottare”.
di Rosa Cardone
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