Le “Vite apparenti” di Luciano Goglia

Luciano Goglia

“Vite apparenti”, la poesia di Luciano Goglia premiata dal figlio di Quasimodo

 

“Vite apparenti”: questo il titolo della poesia con cui Luciano Goglia, studente 22enne di Giurisprudenza che vive a San Tammaro, in provincia di Caserta, ha vinto la quinta edizione del concorso internazionale di poesia e narrativa “Le Grazie – Porto Venere, la Baia dell’Arte”. Incentrato sul tema del terrorismo, il componimento è nato da una riflessione che accomuna e riguarda i soggetti citati nel testo, ossia i terroristi e le loro vittime. Una lirica «di altissimo valore etico, poiché inneggia alla pace, alla comprensione reciproca e al rispetto degli altri, oltre all’importanza della fede nella vita civile e interiore». Così si esprime la Prof. Rita Gambini, citando una delle motivazioni del premio. Luciano descrive la sua passione: «Ho avuto sempre una grande propensione per la scrittura. Tramite le mie poesie e ciò che scrivo riesco ad esprimere me stesso e quello che sento. Cerco di dare vita ai miei sentimenti, imprimendo su carta le mie emozioni ed i miei stati d’animo».

Luciano Goglia è stato dichiarato vincitore della sezione giovani per la poesia inedita. La premiazione, svoltasi il 1° ottobre scorso, ha avuto luogo nella splendida località di Le Grazie, una frazione di Porto Venere, in provincia di La Spezia, dal 1997 patrimonio dell’umanità UNESCO. E non è un caso che Porto Venere ospiti un concorso internazionale di poesia. Essa rientra, infatti, nel cosiddetto Golfo dei Poeti, definito così dal gran numero di poeti e scrittori che hanno trascorso qui parte della loro vita: Dante, P.B. Shelley e Lord Byron solo per citarne alcuni. «Durante la cerimonia di premiazione ho avuto anche l’onore di poter ascoltare Alessandro Quasimodo: attore e regista, nonché figlio del grande poeta Salvatore, mentre leggeva la mia poesia davanti al pubblico e alla giuria. È stata un’esperienza davvero unica e straordinaria».

Luciano illustra le Vite apparenti descritte con tanto fervore e devozione nella sua bellissima poesia (che potete leggere qui, ndr): «Ho riflettuto sul fatto che né i terroristi, né le loro vittime possono dire di aver vissuto una vera vita. I primi perché hanno dedicato tutta la loro esistenza all’odio e al desiderio di un’insensata e folle vendetta verso coloro che professano una fede diversa, tanto da arrivare a sacrificare la loro stessa vita pur di raggiungere il loro scopo inumano. Le seconde, perché, per motivi diversi, si trovano a dover subire le stesse condizioni. Ognuna di queste persone non può dire di aver vissuto una vera vita: né per tutto quello che ancora avrebbe dovuto e potuto fare, né per il modo in cui è stato strappato per sempre all’affetto dei suoi cari. Non si tratta di vite reali, per cui le ho definite semplicemente “vite apparenti”». Luciano ci spiega inoltre cosa lo ha spinto a comporre una lirica di così forte intensità ed impatto emotivo: «Ho deciso di scrivere questa poesia innanzitutto come forma di denuncia contro il male atroce che il terrorismo infligge senza avere pietà di niente e di nessuno. La mia poesia vuole essere anche una forma di riscatto poiché, essendo un essere umano, provo ribrezzo all’idea che i miei simili possano fare cose del genere a quelli che il più delle volte sono loro coetanei. Avvertivo un peso sulla coscienza per le efferatezze commesse da altri, per le quali, essendo della loro stessa razza, mi sentivo quasi colpevole anche io. E ora, sì, ora posso dire che mi sento un po’ più libero».

di Teresa Lanna

Tratto da Informare n° 176 Dicembre 2017

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.