“Vite apparenti” di Luciano Goglia

"Vite Apparenti" di Luciano Goglia

“Vite apparenti”: questo il titolo della poesia con cui Luciano Goglia, studente 22enne di Giurisprudenza che vive a San Tammaro, in provincia di Caserta, ha vinto la quinta edizione del concorso internazionale di poesia e narrativa “Le Grazie – Porto Venere, la Baia dell’Arte”.

 

Vite Apparenti

 

Vibra nell’aria il rumore dei colpi,
mentre cresce a ogni sparo la paura sui volti.
Urla profonde, pianti inumani,
vite stroncate, senza avere un domani.
Cadono inermi i corpi innocenti
sotto gli occhi di mostri feroci e violenti.
Non esiste ragione, solo la convinzione
di chi è pronto a morire per la sua religione.
Non esiste perdono, né un sensato motivo
per chi ha nella guerra il suo vero obiettivo.
Non esiste conforto, né orizzonti più chiari
per chi non potrà mai riabbracciare i suoi cari.
Non esiste in natura un peccato più grave
di affidarsi alla fede infliggendo del male.
Non esiste colui che essi chiamano dio,
perché Dio è la salvezza, non è orrore né oblio.

Demoni in fuga dalle loro catene,
che sottraggono al mondo ogni forma di bene,
che non hanno pietà di persone innocenti,
viste come pedine per terribili intenti.
Camion lanciati contro la folla.
Ogni speranza in un attimo crolla.
Sogni annegati in un mare di sangue,
ambizioni distrutte in un unico istante,
progetti futuri annientati con forza.
Non c’è niente che fermi l’orribile corsa.
Ripudiano gli occhi le immagini forti
di bambini giacenti tra i cadaveri e i morti.
Anime bianche, indifese creature,
fonti di gioia e amorevoli cure.
Strappati alla vita e alle loro paure
come legna abbattuta da colpi di scure.

Buia è la strada di chi non ha coscienza.
Chi decanta la morte con la magnificenza.
Chi proclama una nuova e migliore esistenza
dove tutto è reale e non solo apparenza.
Chi desidera solo che l’altro soccomba,
uccidendo se stesso innescando una bomba.
Prede di una follia che non trova disfatta
ripensando ai sorrisi di chi non ce l’ha fatta.

Orrori di un’era dove nulla ha più senso,
dove è l’odio a regnare contro chi sia diverso.
Ogni cosa diventa un banale pretesto
di violenza e rancore per chi esprime se stesso.
Cambiano i tempi, cambia la storia,
cambia anche l’uomo che purtroppo peggiora.
Non conosce pietà, non dà voce al suo cuore,
distruggendo pian piano ogni forma d’amore.
Ogni altra creatura non possiede ragione.
A regnare è l’istinto che governa ogni azione.
Non avendo più logica o valori morali,
sembra nullo il confine tra noi e gli animali.

 

Luciano Goglia