Visioni Reali: il grande cinema alla Reggia di Caserta

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Visioni Reali: il grande cinema alla Reggia di Caserta

Visioni Reali: il grande cinema campano arriva alla Reggia di Caserta. In questa rassegna cinematografica, promossa da Confcommercio, sono stati proiettati all’interno del cortile del Palazzo Reale dal 20 al 28 luglio, sei pellicole che hanno fatto innamorare il pubblico di tutto il mondo: “Il buco in testa”, “Nostalgia”, “Qui rido io”, “Il silenzio grande”, “I fratelli De Filippo” e “La santa piccola”.

«Crediamo fortemente in questa manifestazione – afferma Lucio Sindaco, Presidente di Confcommercio Caserta -, voluta da Confcommercio e siamo alla quarta edizione: la prima all’interno della Reggia. Abbiamo pensato che questo era l’anno per fare un po’ un salto di qualità e poter offrire alla città un prodotto importante in termini di contenuti, che possa essere un attrattore per la città, che possa dare una visibilità diversa ad un territorio dove molte iniziative purtroppo non ci sono, questa è la verità».

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Prima delle proiezioni, sono stati tanti i nomi degli ospiti che hanno calcato il palco di “Visioni Reali” per una conversazione con il pubblico: Antonio Capuano, Francesco Di Leva, Toni Servillo, Massimiliano Gallo, Sergio Rubini e Marco D’Amore. In esclusiva per Informare le dichiarazioni dei presenti e i racconti delle serate. 

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PROIEZIONE DEL FILM “NOSTALGIA”, INTERVENTO DI FRANCESCO DI LEVA 

Francesco, lei interpreta nel film di Martone “Nostalgia”, il personaggio, ispirato alla figura di Don Antonio Loffredo, di don Luigi Rega: parroco impegnato socialmente nella lotta contro la violenza e lo spaccio diffusissimo tra i giovani. Sappiamo che Martone l’ha chiamata durante la fase di progettazione del film e le ha detto che aveva pensato a lei come all’attore ideale per questo ruolo. Ci vuole raccontare il perché e le affinità fra la sua personalità e quella del personaggio? 

«In realtà, nel libro di Ermanno Rea, Padre Rega ha più o meno l’età di Padre Antonio Loffredo. Mario ha questa intuizione su di me per tutto il lavoro che io svolgo a San Giovanni a Teduccio; ovviamente non ho una tonaca, non sono vestito di nero, non ho il colletto bianco, ma seguo le orme di Padre Antonio Loffredo da tempo, perché è un uomo che, al di là della fede, io ammiro per le cose che fa a favore della comunità. Questo senso di appartenenza ce l’ho anche io nel mio quartiere a San Giovanni a Teduccio e Martone l’ha subito visto e mi ha proposto il ruolo. Io, ovviamente, ho subito accettato». 

PROIEZIONE DEL FILM “QUI RIDO IO”, INTERVENTO DI TONI SERVILLO 

Un film, per la regia di Mario Martone, che porta sul grande schermo la storia di uno dei più importanti esponenti del teatro napoletano: Eduardo Scarpetta… 

«Quando è arrivata la proposta di fare Scarpetta sono stato molto felice perché sapevo che sarebbe venuto fuori un film di due uomini di teatro che, attraverso il cinema, riuscivano a raccontare la loro passione per questo mestiere; avendo, poi, l’occasione di rappresentare la storia di una grande dinastia teatrale che da Scarpetta arriva ai De Filippo.

C’è da considerare che questa famiglia da Eduardo Scarpetta a Luca De Filippo, ha raccontato la città per 200 anni. Per tutto questo tempo, i napoletani, attraverso l’arte di queste famiglie, hanno potuto vedersi. Queste grandi famiglie teatrali hanno tenuto acceso questo fuoco che è la rappresentazione». 

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PROIEZIONE DEL FILM “IL SILENZIO GRANDE”, INTERVENTO DI MASSIMILIANO GALLO 

“Il silenzio grande”: da spettacolo teatrale a film. Da dove siete partiti e che impatto ha avuto sul pubblico? 

«È un film che parte da una pièce teatrale scritta da Maurizio De Giovanni con la regia di Alessandro Gassmann che ha avuto, prima della pandemia, un successo incredibile con oltre 170 repliche. È uno spettacolo magico: quello che ti capita una volta nella vita e che ha avuto sul pubblico un impatto fortissimo.

Dopo questo successo, c’era, dunque, l’idea di Gassmann di farne subito un film. È venuta fuori una situazione che abbiamo amato fin da subito, Alessandro ha fatto un lavoro di regia straordinario. È un film molto delicato, intimo, forte a livello emozionale: sono molto curioso di sapere che effetto farà al pubblico di Visioni Reali». 

PROIEZIONE DEL FILM “I FRATELLI DE FILIPPO”, INTERVENTO DI SERGIO RUBINI 

Come le è venuta l’idea di parlare della storia dei De Filippo? 

«Quando ero ragazzino, ho lavorato con una compagnia di attori napoletani. Fra questi c’era un mio amico – che ora non c’è più – il quale mi raccontava che tutti i giorni, da via Vittoria Colonna, dal palazzo Scarpetta a Napoli, tutti i giorni alle 3 del pomeriggio un cameriere usciva con un vassoio e portava da mangiare alla famiglia De Filippo. Ecco, quest’immagine, questa specie di fotografia che mi regalò quell’attore tantissimi anni fa, mi rimase così impressa e sollecitò la mia fantasia.

È attorno a quest’immagine che tutto è nato, perché da lì ho approfondito e ho conosciuto la storia travagliata dei fratelli De Filippo e, a poco a poco, ho cominciato a maturare il desiderio di raccontarla. È una storia tipicamente italiana, di rivalsa, emblematica del nostro Paese. Perché racconta che pur partendo dalle retrovie, gli italiani, quando hanno talento e tenacia riescono, proprio come hanno fatto i De Filippo, a ribaltare completamente il proprio destino». 

PROIEZIONE DEL FILM “LA SANTA PICCOLA”, INTERVENTO DI MARCO D’AMORE 

Una tua nuova produzione è “Napoli Magica” che vedremo prossimamente sul grande schermo. Un docufilm che racconta Napoli con tutte le sue forze e originalità. Cosa ti lega a questa città? 

«Sono sceso nei quartieri più caldi della città: Sanità, Forcella, Quartieri Spagnoli. Mi aspettavo di sentire qualche voce fuori dal coro, che ce l’aveva con me per come avevo raccontato Napoli in passato. Invece l’accoglienza che ho ricevuto e la disponibilità, sono la dimostrazione che Napoli ha capito e che sa fare i conti con i propri problemi e miserie, e che poco si importa di alcuni giudizi superficiali.

Io sarò riconoscente a questa città per sempre, non solo per questo progetto, ma per l’educazione culturale che mi ha donato. Secondo me Napoli è sempre stata una città molto viva e attiva che ha saputo reagire non solo alle proprie depressioni, ma anche a quelle del Paese e l’ha fatto magistralmente, attraverso l’arte e la cultura». 

di Luisa Del Prete e Nicola Iannotta

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°232 – AGOSTO 2022

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