Vincere aiuta a vincere: Napoli batte Bologna e vola in campionato

Pasquale Di Sauro 16/10/2022
Updated 2022/10/16 at 11:36 PM
8 Minuti per la lettura

Vincere anche quando non convinci, quando tra traverse colpite e occasioni sciupate sembra non essere la serata giusta, quando domini ma vai in svantaggio, la pareggi, vai avanti e ti recuperano. Poi però se vuoi che l’incantesimo non si spezzi devi metterci qualcosa in più, quel qualcosa si chiama Victor Osimhen, quel qualcosa si chiama decima vittoria consecutiva tra campionato e coppa, si chiama vetta della classifica di Serie A. Il Napoli batte il Bologna al Maradona ed è la vittoria che serve di più agli azzurri non solo per i tre punti.

Occasioni

Per cominciare Luciano Spalletti sceglie ancora Raspadori, nonostante un Osimhen scalpitante dopo il rientro e un riposato – non ha giocato in Champions League – Giovanni Simeone. Il giovane attaccante è in forma e a forma di questa squadra, un riferimento per i centrocampisti, un centro di smistamento palloni a destra e a sinistra per gli esterni, nei primi 45′ non si vede ma si sente, un’occasione per segnare capita anche sui suoi piedi: imbeccato da un filtrante di Kvaratskhelia, incrocia troppo con il mancino mancando il bersaglio grosso e l’appuntamento con il gol. Il tecnico del Napoli conferma dal primo minuto anche un solido Juan Jesus, insieme a Mario Rui che ritorna dopo aver lasciato il posto ad Olivera contro l’Ajax. Proprio il portoghese al 25′ colpisce la traversa dopo una sovrapposizione fatta con i tempi giusti sulla fascia sinistra. Altro cambio rispetto alla notte europea di mercoledì scorso, Matteo Politano che un minuto dopo il legno colpito da Mario Rui, sbaglia un rigore in movimento calciando alto sopra la traversa.

Indispensabile

Sono tante le occasioni avute dal Napoli nel primo tempo, sono state citate solo tre, le più nitide. Queste sopraelencate hanno un minimo comune denominatore: Khvicha Kvaratskhelia. Il talento georgiano è una furia. Suo il filtrante per liberare Raspadori al tiro, suo il passaggio che smarca Mario Rui premiando la sua corsa e consentendogli di concludere verso la porta, suo l’assist al bacio per Politano che poi spreca malamente. Ma non è finita qui, il numero 77 azzurro potrà anche intestardirsi in qualche dribbling di troppo, ma al momento è assolutamente indispensabile per il Napoli e imprendibile per gli avversari. Lo sa anche Spalletti che questa sera lo tiene in campo per tutta la partita e fa bene: Kvaratskhelia mette lo zampino sul gol di Lozano per il primo vantaggio azzurro, poi serve Osimhen per il gol del definitivo 3-2. Non compare tra i marcatori di serata ma è lui, ancora una volta, il man of the match.

Così è il calcio

Eppure così è il calcio: crei, spingi, domini e ti ritrovi in svantaggio. Il Bologna nel primo tempo regge – a fatica – e al 41′ sorprende il Napoli. Il gol di Zirkzee, attaccante olandese classe 2001 ex Bayern Monaco, gela il Maradona e rispolvera vecchi incubi, déjà vu pericolosi di serate amare già viste a Fuorigrotta. Ma gli azzurri, come già dimostrato in questa stagione, non si demoralizzano e prima dell’intervallo riescono a mettere le cose a posto pareggiando i conti. Se gli attaccanti non sfondano, allora ci pensa un difensore: Juan Jesus al 46′ sugli sviluppi di un corner, dopo una serie di rimpalli, riesce a metterla dentro, trovando l’1-1. Una rete che evidenzia, ancora una volta, la qualità della rosa degli azzurri. Il difensore brasiliano oltre a risolvere guai con il gol, è anche autore di una grande prestazione in difesa al fianco di un perfetto Kim. All’intervallo Politano e Raspadori cedono il posto a Lozano e Osimhen. Spalletti ancora una volta ci vede giusto, i due subentrati trovano due gol, il messicano al 49′ per il 2-1, il nigeriano al 69′ per il 3-2. In mezzo c’è il pareggio momentaneo del Bologna firmato Musa Barrow, l’attaccante gambiano crea i maggiori pericoli alla difesa azzurra nel secondo tempo e al 52′ sorprende un non perfetto Meret dalla distanza.

Qualità

Per gli ultimi venti di gara ancora cambi ma la qualità resta: entrano prima Elmas (per Ndombele al 70′) poi Olivera (per Mario Rui al 76′) e infine Diego Demme (per Lobotka al 81′) che ritrova il campo dopo il lungo stop per infortunio. Nel finale il Napoli complice l’inerzia della partita si allunga concedendo agli avversari qualche spazio di troppo. Anche il Bologna nel tentativo di recuperare si sbilancia e dunque viene fuori la classe di Piotr Zielinski, il polacco – rigenerato in questa prima fase di stagione – prima colpisce un legno con una conclusione dal limite (servito sempre da Kvaratskhelia) poi inventa per Lozano che al minuto 88 ha la grande chance per chiuderla ma Skorupski para miracolosamente. Nel recupero c’è da soffrire per portare a casa il risultato, un ultimo brivido lo regala Meret che al 91′ esce a vuoto su un calcio d’angolo, fortunatamente non arriva nessuno del Bologna a battere a rete.

Foga

In campo e sulle tribune c’è voglia ed entusiasmo. I tifosi azzurri hanno ancora negli occhi la corsa furiosa di Osimhen per andare a rubare il pallone a Blind e segnare il il 4-2 all’Ajax mercoledì scorso. Anche questa sera Victor ha dimostrato la sua importanza. Corre, si smarca, serve i compagni, va a concludere pericolosamente più di una volta. In 45 minuti non solo ha il merito di siglare il gol vittoria ma fa ammattire i difensori avversari che solo con le maniere forti riescono a limitarlo. Ma la foga appartiene a tutti i componenti di questo gruppo amalgamato dalla mano sapiente di Luciano Spalletti. Vedere per credere: Di Lorenzo al 86′ fa settanta metri di campo per recuperare un contropiede e riesce a fermare Barrow lanciato verso la porta; Kvaratshkelia al minuto 91 lotta come un leone contro Sansone riuscendogli a rubare palla e a guadagnare il possesso, esultando poi come se avesse segnato un gol ricevendo l’ovazione dello stadio.

C’è da correre forte se vuoi che le altre non ti raggiungano. Con i tre punti conquistati contro il Bologna il Napoli si conferma capolista allungando su Udinese e Lazio, L’Atalanta ancora vittoriosa è distante solo due punti e le “big” tornano a fare punti. Prossima tappa la Roma di José Mourinho all’Olimpico.

Le pagelle

Meret 5

Di Lorenzo 6

Kim 6.5

Juan Jesus 6.5

Mario Rui 5.5 (Olivera 6)

Ndombele 5.5 (Elmas 5.5)

Lobotka 6 (Demme s.v.)

Zielinski 7

Politano 5 (Lozano 6.5)

Raspadori 6 (Osimhen 7)

Kvaratshkelia 7.5

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