Vincenzo Peruggia: l’italiano che rubò la Gioconda

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Sapevate che un italiano una volta rubò la Gioconda per restituirla all’Italia?
Accadde nel 1911, quando l’imbanchino e decoratore italiano Vincenzo Peruggia mise in atto il colpo del secolo. Egli era figlio di italiani originari di Varese e, dopo essere emigrato in Francia, fu assunto da una ditta che si occupava di manutenzione all’interno del Louvre.

Il colpo

Alle 7 di mattina di lunedì 21 agosto, giorno di chiusura del museo, Vincenzo si intrufolò nel “Salon Carrè” al primo piano della struttura, che non era sorvegliata. Così staccò il quadro e lo portò su una scala di servizio lì vicino, per poi nascondere la tavola sotto la sua giacca da lavoro. Dopo aver messo al sicuro il prezioso bottino presso la sua abitazione, si presentò a lavoro come se niente fosse.
Ad accorgersi che la Monna Lisa non era al suo posto furono due artisti che si erano recati lì per cercare l’ispirazione. Dopo essersi accertati che il quadro non lo avesse prelevato il fotografo ufficiale,  si scatenò il panico. Iniziò una ricerca forsennata e fu offerta una ricompensa di 25.000 franchi a chi lo avesse trovato.

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Il ritrovamento

Passarono due anni e quando il mistero della Gioconda sembrava destinato a restare irrisolto per sempre, venne recapitata una lettera di autore anonimo al collezionista d’arte Alfredo Geri, a Firenze. Con lo pseudonimo di Leonard, a sopresa Vincenzo Perugia si fece avanti dichiarando di voler vendere la Gioconda a patto che finalmente il capolavoro fosse restituito all’Italia. Insieme al proprietario degli Uffizi, Giovanni Poggi, Geri si rese conto che quella era la Gioconda originale. I due allertarono immediatamente i carabinieri. Peruggia venne così arrestato e restò solo 7 mesi in carcere. In seguito ritornò in Francia e dopo aver combattuto la Prima Guerra Mondiale, si sposò e morì prematuramente all’età di 44 anni.

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