Vincenzo D’Anna: «La Terra dei Fuochi non esiste!»

Vincenzo D'Anna

Le incredibili parole del neo presidente dell’Ordine dei Biologi

 

In occasione di un convegno sul tema dell’equo compenso, tenutosi lo scorso mese a Caserta, aveva come invitati differenti nomi illustri della politica nazionale e casertana, tra queste vi era il neo Presidente dell’Ordine dei Biologi Vincenzo D’Anna. L’ex senatore verdiniano si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni del tutto incredibili riguardo la camorra, il disagio della Terra dei Fuochi e il tema “Boschi”.

IL PROTAGONISTA

Vincenzo D’Anna, classe ‘51, ha cominciato la sua carriera politica nell’80 tra gli schieramenti della Democrazia Cristiana. È riuscito a ricoprire diversi ruoli quali: consigliere comunale, sindaco, assessore provinciale, consigliere provinciale, senatore, deputato ed attualmente nuovo presidente dell’Ordine dei Biologi. Un curriculum di tutto rispetto che è cominciato nell’80 e che porta frutti anche ora che siamo alle porte del 2018. Vanta il titolo di fedelissimo di Nicola Cosentino (condannato per concorso esterno in associazione camorristica ndr). D’Anna è un politico particolarmente incline alle tematiche sociali, specialmente riguardo l’uguaglianza di genere, un politico riflessivo che ha saputo dare importanti consigli alle donne, ad esempio sugli stupri ha affermato che: «Il desiderio è istinto primordiale, le donne siano più caute».

IL CASO

L’ex sen. D’Anna si è concesso ai giornalisti per qualche domanda: «La Terra dei Fuochi non esiste, è un grande bluff. Abbiamo speso decine di milioni, abbiamo periziato e non abbiamo trovato alcun fusto ricoperto di benzina». Insomma, per l’ex sen. D’Anna abbiamo sbagliato tutti, anche lo Stato. Sì, perché persino quest’ultimo ha legittimato, con la legge sulla Terra dei Fuochi del 2014, la gravissima emergenza in cui riversa il territorio campano; ha legittimato la mano assassina e criminale della camorra, ha condannato ed ha ascoltato i pentiti appurando spesso e volentieri verità nelle loro parole. Di tutto questo l’attuale Presidente dell’Ordine dei Biologi non sa nulla. È tutto finto. Il triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano non esiste, non esiste la discarica di Calvi Risorta, lo smaltimento illegale di rifiuti non c’è mai stato e soprattutto: qui la gente non muore. Proprio su quest’ultima tematica l’ex sen. D’Anna si è esposto dicendo: «Nessuno ha mai dimostrato il nesso di casualità tra la terra dei Fuochi ed alcune patologie, che potrebbero essere dovute all’aumento di metalli pesanti, ovvero da nano particelle». È vero, la spiegazione scientifica ufficiale non c’è ancora, e quindi possiamo liberamente affermare che se nella Terra dei Fuochi il tasso tumorale arriva ad essere più alto del 46% negli uomini e del 21% delle donne, la colpa è evidentemente delle nane particelle. Quindi il fatto che guarda caso proprio in quelle zone siano stati sversati illegalmente tonnellate di rifiuti tossici non ha alcuna rilevanza, ma andiamo avanti. «C’è una commissione scientifica da cinque anni, insediata dal Ministero dell’Ambiente, composta da 40 scienziati che non hanno trovato nulla. Questa è la verità – prendetevi una pausa per leggere il seguito – la verità è che a’ frutta nostra nun a’ vo’ nisciun (la nostra frutta non la vuole nessuno, ndr)». Non le manda di certo a dire il neo Presidente dell’Ordine dei Biologi, nemmeno per Roberto Saviano, che per lui non è stato altro che un pallista. Un D’Anna a tout court, che davanti a queste affermazioni ci ha lasciato basiti ed increduli, soprattutto se si va a pensare al peso istituzionale che aveva e a quello che ha attualmente nel campo della biologia. Ecco, se dovessi descrivere la sensazione nell’ascoltare le parole di D’Anna, utilizzerei la famosissima scena di “Amici miei”, mentre Tognazzi schiaffeggia tutti i passeggeri del treno in partenza.

B&B (Boschi-Berlusconi)

Un D’Anna scatenato e senza freni che su Berlusconi afferma: «È diventata una mummia, l’ultima volta che l’ho visto sono andato a toccarlo –  e su Meloni e Salvinisono invotabili, rimarrebbero fuori solo Orlando e Renzi». Successivamente a quest’argomento ho colto l’occasione per chiedere all’ex senatore cose ne pensasse del caso Boschi e se condividesse il fatto che Ghizzoni abbia peggiorato la situazione del Sottosegretario di Stato, ha risposto affermando: «La morale risiede nella legge. Un uomo pubblico nel momento in cui non viola la legge è moralmente ineccepibile. Se mio padre è impicciato e io posso interessarmi direttamente di un problema che riguarda mio padre, lei mi deve dire chi è che non l’avrebbe fatto?».

La morale risiede nella legge, e fortunatamente non in determinate figure politiche.

di Antonio Casaccio

Le risposte di Paolo Chiariello e Antonio Giordano

In merito alle dichiarazioni fatte da Vincenzo D’Anna riguardo la Terra dei Fuochi, abbiamo intervistato il caporedattore di SkyTg24 Paolo Chiariello e il prof.  Antonio Giordano, coautori del libro “Monnezza di Stato”

Paolo Chiariello

Paolo Chiariello

Il recente, e tra l’altro primo, Registro dei Tumori infantili in Italia ci dice che i bambini della terra dei fuochi si ammalano esattamente come i loro coetanei di tutta Italia. Non vi è alcun aumento di patologie in quelle zone. Cosa ne pensa  di questi dati e di questo primo Registro?
«Fermo restando che il senatore D’Anna ha il diritto e il dovere di esprimere le sue valutazioni sulla cosiddetta “Terra dei Fuochi”, devo però nel contempo dire che c’è molta superficialità su questo pezzo di nostra storia recente del Belpaese. Storia che andrebbe affrontata da tutti con serietà, onestà e senza pregiudizi. In Italia per anni la questione dell’interramento criminale dei rifiuti (ogni tipo di rifiuto) è passata sotto silenzio ed ha consentito a tutte le organizzazioni mafiose 

 

(casalesi, cosa nostra siciliana e ‘ndrangheta) di fare affari milionari rischiando fino all’approvazione della legge sugli eco reati – che risale al maggio del 2015 – tutt’al più multe. Dire che è una fake news significa bollare fior di scienziati – che hanno denunciato e poi stabilito scientificamente questa tragedia – come cialtroni. Significa anche dire che ci sono governi della Repubblica (compreso il governo Renzi, quello supportato da D’Anna per capirci) che hanno stanziato e stanziano centinaia di milioni di euro per bonifiche dei suoli inquinati, disinquinamento di falde acquifere, sorveglianza sanitaria delle popolazioni, incentivi al settore agricolo ad capocchiam, mi si passi l’espressione, e non sulla base di studi. Sulla questione dei tumori, dell’incidenza di tumori sulla popolazione, sul rapporto tra veleni interrati e salute dei cittadini in tutta Italia non solo in Campania, non è mio costume esprimere opinioni su questioni che richiedono competenze scientifiche che non possiedo. Osservo solo che assisto da anni a balletti vergognosi sulla salute della gente e leggo di studi scientifici che dicono tutto e il contrario di tutto. Ecco, forse sarebbe il caso di chiedere al mondo scientifico di confrontarsi su analisi scientifiche e non su chiacchiere. Gli scienziati dovrebbero fare gli interessi della comunità e non di chi commissiona loro le ricerche.  Poi, per carità, posso capire che il consulente del mafioso di turno, l’agronomo dell’azienda mafiosa o l’avvocato del camorrista imprenditore abbiano tutto l’interesse a dire che la terra dei fuochi è una invenzione dei giornalisti».

A queste statistiche però fronteggiano quelle dichiarate dall’Istituto Superiore di Sanità che ha confermato nel 2014 il forte aumento dell’ospedalizzazione di adulti e bambini nella Terra dei Fuochi per patologie tumorali. Insomma: i dati sono vari e differenti, ad oggi c’è qualche verità?
«A questa domanda farei rispondere alla comunità scientifica che in Italia, come ho già detto, dice tutto e il contrario di tutto a seconda di chi commissiona le ricerche. La questione è la serietà degli scienziati e le fonti di finanziamento. Mi spiego: se chiedi ad un gruppo di scienziati sovvenzionati dalla British Tobacco se e quanto fanno male le sigarette, non ti devi aspettare la criminalizzazione delle sigarette. Non puoi ridere se tra le risultanze c’è addirittura che poche sigarette al giorno possono fare persino bene. Ecco, la questione è la serietà della ricerca scientifica, l’imparzialità, l’onestà».

«La Terra dei Fuochi è solo una scusa, non vi è alcun nesso tra tumori e sversamento illecito di rifiuti tossici»Come commenta queste parole?

«Queste espressioni ciniche le ho lette più volte. In ogni caso a chi sostiene queste cose dico di andare a casa delle centinaia di mamme che ho conosciuto e che hanno visto morire i loro bambini nei primi mesi e anni di vita per tumori. Di parlare con decine di scienziati che stanno studiando e studiano l’impatto sulla nostra salute non solo degli stili di vita ma anche dello smaltimento dei rifiuti, delle scorie della nostra società. Ripeto senza pregiudizio e senza avere in tasca la verità, molte cose sarebbero più evidenti anche agli stolti».

Antonio Giordano

Antonio Giordano

«Relativamente alla Terra dei Fuochi sono molti quelli che denunciano e/o presidiano con perseveranza il territorio, ma certamente c’è ancora molto da fare per una difesa sensata del futuro e, con ciò, mi riferisco alle carenze da parte delle Istituzioni regionali e comunali italiane che, nonostante tutto, rimangono, spesso, assenti ed incapaci di proporre soluzioni. Purtroppo, la corruzione presente nelle istituzioni politiche e amministrative rimane preoccupante. Paradossalmente, la Campania rappresenta un modello di denuncia e di conoscenza. L’azione di delazione da parte dei comitati dei cittadini, della Chiesa e di un’informazione indipendente hanno finalmente scoperchiato un vaso di Pandora che da anni politici, imprenditori, medici e ricercatori corrotti e camorra tenevano gelosamente custodito nell’ombra per perpetrare, indisturbati, i propri affari».

Secondo Lei, lo Stato ammetterà mai le sue colpe?
«Una sorta di ammissione viene già fatta dai politici attuali che scaricano colpe e responsabilità sui loro predecessori che, con la complicità di alcuni medici, hanno sottovalutato e/o negato il problema. Ad oggi, ci sono molte testate e tanti direttori di giornali che negano la vicenda “Terra dei fuochi” perché collusi, sintomo di una stampa poco libera».

di Fabio Corsaro e Antonio Casaccio

Tratto da Informare n° 177 Gennaio 2018