Villaricca- La fine di un sogno di buona politica?

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La fine del Villaricca Dream. Per anni Villaricca è stata il faro dell’area Nord: le famose rotonde del doppio senso e le ville comunali sono state l’esempio evidente di buona amministrazione.

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Villaricca però non emergeva solo per questo. E’ stato l’unico paese dell’area Nord ad avere un’incredibile stabilità di Governo. E’ riuscita ad integrare in maniera seria la comunità napoletana coinvolgendoli culturalmente e politicamente. Ha puntato su una edilizia di qualità con i famosi parchi.

Ha avuto un leader, Lello Topo, che ha dimostrato nel tempo di essere una spanna sopra gli altri, conquistando uno dopo l’altro, ruoli politici di prestigio.

Villaricca non è stata in questi ultimi vent’anni il paradiso ma rispetto al resto dell’area Nord sembrava essere un altro mondo.

Certo essere i primi della classe in un contesto di asini è più facile. Elevare a simbolo la manutenzione di un pezzo di strada è emblematico. Lo vedi perché tutto intorno c’è il degrado.

Questa settimana il Ministero degli Interni ha mandato a Villaricca una commissione di accesso. Cercheranno di indagare su legami tra la camorra e l’amministrazione. Questo provvedimento insieme al dissesto finanziario ha decretato la fine del “modello villaricchese”.

Negli ultimi anni abbiamo scoperto una Villaricca diversa. Certo politicamente sempre avanti, con una classe dirigente, giovane e dinamica, che però ha dovuto fare i conti con un passato ingombrante. Hanno dovuto scoprire, loro malgrado, di avere le casse vuote e che i fasti del passato erano stati costruiti sui debiti. La “grande” Villaricca non sapeva fare i conti o peggio li mascherava.

Poi c’è la criminalità. La camorra a Villaricca per anni è stata ignorata, non se n’è parlato, non si è affrontata. Era ed è tutto normale.

Anche perché i clan di Villaricca sono diversi. Non è una delinquenza “popolare” che si nutre dei ceti più disagiati della città. A Villaricca da anni c’è una mafia “borghese”. Fatta di colletti bianchi, di imprenditori, di persone che già nel gusto dimostrano un’altra estrazione sociale.

Una camorra attentissima a non strafare e fare bene. Sempre pronta a coltivare il consenso e con la voglia di togliersi le macchie da dosso per far dimenticare chi è davvero.

La sindaca Punzo con coraggio si è caricata sulle spalle il peso del dissesto finanziario ed ora deve affrontare anche quest’altro fardello perché non è più tempo di far finta di niente.

Il “sogno” villaricchese è finito, questo è chiaro.
Basta vedere l’incuria del doppio senso per capirlo. Piombare però nell’incubo dello scioglimento per camorra è molto peggio.

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