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Villa di Briano: l’amministrazione scricchiola tra rimpasti, malumori e avvisi di garanzia

Raffaele Cecoro 21/12/2022
Updated 2022/12/21 at 11:23 AM
6 Minuti per la lettura

Sarà un Natale turbolento per Luigi Della Corte, il sindaco di Villa di Briano. L’amministrazione del paesino dell’agro aversano sembra mostrare nuovi segni di cedimento, nonostante la rielezione di appena un anno fa.

Il precedente mandato

Il comune di Villa di Briano è stato dichiarato in dissesto nel 2016, ovvero dopo qualche mese dall’inizio del primo mandato del sindaco Luigi Della Corte, situazione finanziaria che avrebbe dovuto chiudersi nei 5 anni previsti per legge ma che allo stato sembra perdurare. Nel corso del primo mandato Luigi Della Corte ha rischiato di veder cadere in frantumi la sua creatura politica a causa della fuoriuscita di ben tre consiglieri dalla sua maggioranza: Anna Conte (di cui parleremo più avanti), Gianfrancesco Quarto e Marcello Cantile. Ma il sindaco Della Corte che pareva ormai senza più maggioranza, riuscì a convincere il consigliere Antonio Maisto, sua vecchia conoscenza (candidati insieme in Democrazia e Libertà nel 2010), a fare il famigerato “salto della quaglia” ovvero passare dall’opposizione alla maggioranza. Un salvagente che ha fatto navigare l’allora squadra di Luigi Della Corte in acque tranquille fino al termine del mandato.

La storia recente di Villa di Briano

La storia recente ci racconta la rielezione di Della Corte ottenuta con uno straordinario consenso elettorale anche grazie alla capacità di Paolo Conte di spendersi in prima persona nel promuovere politiche socio assistenziali nella fase clou della pandemia, un lavoro quasi porta a porta che lo ha incoronato come il re delle preferenze nell’ultima tornata elettorale. L’accresciuto consenso di Conte è stato favorito anche dal sindaco che nel primo mandato troppo spesso gli ha delegato il compito di sfogatoio dei cittadini insoddisfatti, un ruolo che in relazione ai risultati ottenuti pare abbia saputo svolgere con risultati eccellenti.

Oggi le casse comunali versano in una situazione di assoluto disagio, la realizzazione di qualche progetto arriva solo grazie ai fondi regionali e con non poche difficoltà, infatti , in più di un occasione le gare d’appalto sono passate sotto la lente del TAR per presunte irregolarità relative alle procedure di assegnazione o ai requisiti delle ditte stesse.

La questione tributi appare più ingarbugliata che mai con Sogert che dopo le sfuriate estive sembra essere tornata nel suo letto di acque chete, sulla questione dei canoni idrici aleggiano, invece, le ombre di un procedimento della Corte dei Conti per danno erariale.

Villa di Briano: il rimpasto

Dal punto di vista strettamente politico, l’amministrazione un mese fa ha subito un rimpasto “pianificato” che ha visto cambiare il vicesindaco e tutti gli assessori, le deleghe conferite all’atto della rielezione, poco meno di un anno fa, situazione che non può che far pensare a malumori interni ad una maggioranza che non appare compatta soprattutto in virtù di quello che accadrà quattro anni con Paolo Conte che forte delle quasi mille preferenze personali scalpita per tentare di vestire la fascia di sindaco, con la benedizione dell’amico Giovanni Zannini.

L’amicizia con Giovanni Zannini

Un’amicizia che ha portato l’amministrazione (da sempre col cuore a destra) a sostenere il mondragonese alle ultime elezioni regionali rompendo con Gerolamo Cangiano (FdI), ora eletto alla Camera dei Deputati. Ma l’amicizia con Zannini, sponsorizzata finanche da imprenditori locali, oltre che in cene organizzate a casa del sindaco Luigi Della Corte (chef d’eccezione) e convention in vari locali della provincia si è sostanziata anche in numerose menzioni che lo stesso ha avuto nei post di Paolo Conte tesi a presentare progetti per Villa di Briano con finanziamenti ricevuti “grazie” all’amico Giovanni, che stando a CasertaCE avrebbe riservato a Conte anche un posto nell’organo di vigilanza del famigerato Consorzio Idrico.

Nel settembre 2021 Zannini è stato anche ospite ad uno dei comizi de “La voce dei brianesi”.

Imma D’Errico, Anna Conte e i 300 euro

Su una situazione già di per sè complessa si è abbattuta una tempesta giudiziaria, che come diffuso qualche giorno fa dal quotidiano Cronache di Caserta ha coinvolto Imma D’Errico consigliera di maggioranza e Anna Conte, oggi all’opposizione con Dionigi Magliulo ma che all’epoca dei fatti contestati (2017) operava ancora in seno all’amministrazione di Luigi Della Corte. Entrambe avrebbero ricevuto un avviso di garanzia perchè sarebbero coinvolte in fatti di rilevanza penale nell’esercizio delle funzioni pubbliche. Il reato contestato sarebbe quello previsto dall’art.319-quater del Codice Penale ovvero induzione indebita a dare o promettere utilità. Stando alla tesi della procura la D’Errico avrebbe preteso di ricevere 300 euro come quota dell’indennità che la Conte riceveva mensilmente in qualità di assessore e al fine di ottenerli avrebbe minacciato assenze mirate allo scopo di far venir meno il numero legale in consiglio. Sarà interessante capire come la procura motiverà proprio sul punto dell’utilità e gli interrogantivi sono tanti: Se era la D’Errico a ricevere il denaro quale utilità avrebbe avuto la Conte? Può essere considerato il raggiungimento del numero legale utilità di un assessore? E ancora: Il sindaco era a conoscenza di tali condotte? Numerosi sono i dubbi ed interrogativi che sorgono in relazione ad una vicenda che appare ancora torbida.

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