Ne parlò Benedetto Croce mentre Alexandre Dumas la paragonò ai giardini delle Tuileries di Parigi e la definì come “la più bella e soprattutto la più aristocratica passeggiata del mondo”: è la Villa Reale di Napoli, quella Comunale, nata per volontà di Ferdinando IV di Borbone e per opera di Carlo Vanvitelli. Da esempio botanico e strutturale, da polmone verde della città adornato di sculture neoclassiche, busti di uomini illustri, monumenti architettonici e fontane storiche, a luogo privo di manutenzione e simbolo di incuria, degrado ed abbandono. Oggi i vari edifici presenti lungo il percorso sono diventati un luogo di riparo per i senzatetto e le statue come quella di Giambattista Vico o i busti come quello di Luigi Settembrini sono diventati oggetto di vandalismo per gente senza un briciolo di senso di civiltà. A rendere la villa un cantiere a cielo aperto, oltre che un posto di degrado, sono i lavori della metropolita di Mergellina della linea 6 che dovrebbero probabilmente ultimarsi in larga parte la prossima primavera.

 

 

Abbiamo ottenuto una risposta in merito alle condizioni della Villa dal Presidente della Commissione consiliare Ambiente del Comune di Napoli, Marco Gaudini, appartenente al gruppo Verdi. Questa è la panoramica offertaci: «la Villa Comunale è interessata da una parte abbastanza consistente dai lavori della linea metropolitana ad opera dell’Ansaldo. Alcune aree sono state liberate con un accordo intrapreso tra l’amministrazione comunale e la stessa Ansaldo, che si è fatta carico per la manutenzione e il rifacimento della pavimentazione dell’area impegnata dai lavori. Emergono però delle criticità che attengono alla pavimentazione relative agli ingressi e al viale principale, in quanto essendo di natura tufacea più volte si sgretola e diventa una polvere molto fastidiosa che, dopo eventi atmosferici, crea problemi. Fortunatamente è stata individuata la mescola adatta per sostituire la pavimentazione di tutta la villa e valutata per un costo che si aggira intorno ad un milione di euro. Purtroppo – continua Gaudini – l’amministrazione al momento non dispone di queste risorse. Si sta quindi cercando di ragionare anche con l’Ansaldo, visto che quando ci sono cantieri molto duraturi anche la cosa più bella viene svilita, per un’opera di restituzione alla città di Napoli di una villa più riqualificata rispetto alla parte dove loro hanno effettuato i lavori». Per quanto riguarda il verde, l’incuria sarebbe il frutto dell’indisponibilità delle risorse umane che scarseggiano in tutta la città in relazione ad alcuni servizi, come i giardinieri: «non ci sono uomini e mezzi e questo incide molto nella manutenzione e cura del verde, soprattutto quello orizzontale. Cerchiamo di sopperire a queste carenze usufruendo dell’aiuto di lavoratori socialmente utili e cooperative ma è ovvio che il lavoro non basta». Eppure, sembra che ci sia già un piano dei lavori da effettuare nella villa: «c’è già una delibera in linea tecnica per i lavori di manutenzione però in questo manca la copertura economica. I lavori da effettuare sono stati anche individuati, come è stato fatto con la cassa armonica riportata al suo splendore. Poi ci sono imbecilli e persone che non meritano di vivere a Napoli che imbrattano e vandalizzano senza scrupoli, però questa tacca di resistenza è difficile da contrastare». Oltre alle attività di intervento diretto sull’incuria generale, sarebbe di fondamentale importanza prevenire certi illeciti attraverso un monitoraggio completo. Su questo aspetto, è lo stesso Gaudini che si è impegnato personalmente: «sul fattore del controllo io sto lavorando ad una convenzione con le guardie ambientali della Protezione Civile che potrebbero coadiuvare molto l’attività dei sorveglianti della villa. La mia azione come presidente di Commissione è un’azione di impulso e ogni giorno sto sollecitando l’amministrazione affinché gli interventi vengano effettuati il prima possibile. Io mi auguro che si intervenga quanto prima ma non avendo funzione esecutiva non le posso dire tempistiche precise».

di Fabio Corsaro
Foto di Federica Lamagra

Tratto da Informare n° 183 Luglio 2018

Print Friendly, PDF & Email