Videogiochi ed esports: l’intrattenimento alternativo ai tempi del Coronavirus

informareonline-videogames-esport

L’emergenza Coronavirus ha portato alla sospensione di tutti gli eventi sportivi. Dai campionati di calcio di tutto il mondo fino all’NBA, dalla Formula 1 e Moto GP fino al Giro d’Italia, senza dimenticare le Olimpiadi di Tokyo.

Il nuovo virus non ha lasciato scampo a nessuna manifestazione, lasciando milioni di persone prive di una forma di intrattenimento e di integrazione, nonché di un modo per staccare la spina e trascorre qualche ora in compagnia.

Ma lo sport, in un certo senso, non si è mai fermato: numerose organizzazioni sportive sono corse ai ripari, e la tecnologia ha avuto un ruolo cruciale.
In questa circostanza infatti, lo sguardo si è spostato sugli esports. Gli sport elettronici permettono di intrattenere e divertire gli spettatori superando la componente fisica, ed è questo l’elemento chiave che ha permesso il loro funzionamento anche in questo periodo di quarantena.
Numerosi eventi esportivi sono stati rimandati proprio come tutte le altre manifestazioni, ma la possibilità di portare avanti competizioni online e superare la materialità ha consentito la creazione di molteplici iniziative.
informareonline-combat-corona-unicef

È in questo modo che le organizzazioni sportive di tutto il mondo hanno dato vita a dei tornei online, con tanto di commentatori e copertura televisiva.
La NBA ha raggiunto un accordo con l’emittente televisiva ESPN, ed è tutt’ora in corso un torneo su “NBA 2K”.
A prenderne parte ci sono sedici cestiti della National Basketball Association, con un premio finale da 100.000 euro da devolvere in beneficenza.

La Formula 1 ha già organizzato due Gran Premi virtuali, trasmessi anche in Italia su Sky Sport.
Tra i partecipanti anche dei veri piloti di Formula 1, con il ferrarista Charles Leclerc risultato vincitore del Gran Prix virtuale d’Australia.

Anche la Serie A non è rimasta a guardare. Nel mese di marzo era previsto l’inizio della eSerie A, il primo campionato esports della massima serie.
L’evento è stato chiaramente rimandato e il massimo campionato di calcio professionistico in Italia ha deciso di dare vita a “Everybody Plays Home”, una serie di partite amichevoli e tornei tra pro-player da giocare rigorosamente da casa.
È così che i giocatori scelti dalle diverse squadre di Serie A hanno dato vita a partite spettacolari, trasmesse gratuitamente su YouTube e su Twitch, due delle maggiori piattaforme utilizzate per trasmettere eventi in diretta.

Non sono mancate le iniziative che hanno coinvolto i videogiochi e gli esports a scopo di beneficenza.
Una delle tante è stata organizzata da UNICEF: una live streaming in diretta su Twitch ha visto diversi calciatori darsi battaglia su FIFA 20, con protagonisti del calibro di Gareth Bale e Paulo Dybala.
Al termine della diretta sono stati raggiunti oltre 18.000 sterline.

informareonline-gaming

La situazione di emergenza e l’isolamento hanno forse contribuito anche a modificare l’idea collettiva che si ha dei videogiochi.
Una testimonianza è fornita direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: se fino a poco tempo fa i videogiochi venivano considerati causa di dipendenza e di disordine mentale, adesso viene sottolineato il potere terapeutico degli stessi durante la quarantena e la possibilità di praticare distanziamento sociale.
Secondo Ray Chambers, ambasciatore per la strategia globale presso l’OMS, “le aziende del settore dei videogiochi hanno un pubblico globale e possono raggiungere milioni di persone con messaggi importanti che aiutino a prevenire la diffusione del virus. Una maggiore distanza fisica inoltre, aiuta a salvare vite.”
Bambino-al-computer-Gaza

Per approfondire la tematica degli esports, il loro sviluppo e cosa aspettarci dal futuro prossimo di questo settore, abbiamo intervistato Michele Cimini, creatore di “Esports Marketer”.
Sulla rispettiva pagina Instagram propone riflessioni sul marketing collegate agli esports.

Ciao Michele, questo periodo di quarantena causato dall’emergenza coronavirus ha portato ad un incremento di spettatori per gli eventi esportivi? 

“Nonostante numerose competizioni esportive sono state annullate a causa del Covid-19, tutto quello che ha a che fare con l’intrattenimento videoludico ha subito un notevole incremento di spettatori. Qualche giorno fa ne ho parlato sulla mia pagina Instagram, in cui ho analizzato il trend delle parole “Twitch” ed “esports” durante questo periodo: dalla mia analisi è emerso che la parola “esports” raggiunge il picco delle ricerche durante il primo GP virtuale del Bahrain organizzato da F1, mentre la parola “Twitch” acquisisce un notevole aumento di traffico dal momento in cui la quarantena obbligatoria viene estesa su tutto il territorio nazionale”.

Gli eSports riescono a coniugare tecnologia, spettacolo e competizione. Possono essere considerati il futuro dell’intrattenimento?

“Assolutamente sì! È proprio dall’unione di questi mondi apparentemente diversi che nascono le potenzialità di questo mercato. Inoltre, penso che gli esports siano l’intrattenimento del presente per alcune categorie di utenti. Pensiamo alla famosa Generazione Z, ovvero tutti i nati negli anni 2000: solo una percentuale bassissima di loro passa il tempo guardando la televisione. Quanti di loro invece passano il tempo davanti al proprio smartphone? Ecco questa è la potenzialità degli esports!”.

Il continuo sviluppo ha portato anche alla creazione di nuove figure professionali. Questo potrebbe creare nuove opportunità lavorative per i tanti giovani nel nostro Paese…

“Personalmente spero di sì! Ci sono tantissime opportunità in questo mercato che svariano dall’ambito creativo, all’ambito legale e a quello economico. Nuove figure professionali in questo settore possono essere l’esports reporter, il regista esports, il legale esperto in videogiochi competitivi, il procuratore esportivo, l’esports marketer e tante altre ancora. Per quanto mi riguarda, sto cercando di ritagliarmi uno spazio in qualità di esports marketer: sono uno studente magistrale di Marketing, e sto facendo questo divulgando contenuti. Tuttavia, non voglio illudere nessuno, al momento non ci sono molte offerte di lavoro in questo settore”.

In un mercato in costante crescita, dove si colloca l’Italia nel mondo degli esports?

“Il mercato italiano rispetto ad altri è ancora giovane ed ha ampi margini di miglioramento. In termini economici probabilmente vale meno di altri mercati europei come quello tedesco o inglese.
Tuttavia, negli ultimi due anni ho notato enormi miglioramenti!
Io stesso mi sono avvicinato al mondo esports nel 2018 mentre scrivevo la mia tesi triennale dal titolo “Il mercato dei videogiochi competitivi: gli esports”.
Molti team italiani stanno crescendo sia a livello nazionale che a livello internazionale, in Italia ci sono alcuni tra i player più forti del mondo: Giorgio “Pow3r” Calandrelli, pro-player per i Fnatic, ma anche Diego “CrazyFatGamer” Campagnani per i QLASH, attualmente primo al mondo su PS4 per quanto riguarda il videogioco FIFA20 e ce ne sono tanti altri ancora! Per concludere, forse il mercato italiano non si colloca tra i primi posti nel mondo ma il suo futuro è più che roseo”.

 

di Marco Polli

Print Friendly, PDF & Email