Victoria – Azione ed emozione sfrenate in tempo reale

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Ogni tanto Hollywood sforna un nuovo film ‘sperimentale’ come 1917, Birdman, Rope, il cui selling point è che è tutto girato in una sola inquadratura ininterrotta. Eppure questi esempi sono dei falsi celebri. Non sono veri ‘film da una sola inquadratura’, ma un complicato lavoro di montaggio e trucchi fotografici per dare l’illusione che il tutto sia stato girato in tempo reale. Perciò oggi, invece, voglio parlare di un film davvero girato in un’unica inquadratura continua. Victoria, piccolo successo tedesco del 2015 firmato da Sebastian Schipper.

Queste quasi due ore e venti di film seguono nella notte di Berlino l’omonima protagonista, un’immigrata coinvolta suo malgrado in una storia criminale. Dei ragazzi ubriachi si presentano al locale dove lavora, e uno di loro finisce per affascinarla e convincerla a divertirsi con loro in giro per la città. L’idillio è presto rotto da degli ‘amici’ di questi ragazzi, dei gangster a cui devono dei soldi. La soluzione per ripagare questi debiti? I ragazzi devono rapinare una banca, se ci tengono alla vita. Victoria non ha altra scelta se non partecipare alla rapina, e si ritroverà l’unica sopravvissuta.

Sembra una storia abbastanza standard, e in effetti lo è. Ma del resto si può dire la stessa cosa di Rope e 1917. Come per questi film, l’appeal di Victoria si ritrova non nella storia ma nell’esecuzione, infatti.

Informareonline-VictoriaTutto il film è girato in una sola inquadratura, dall’inizio alla fine, con i dialoghi improvvisati a partire da un canovaccio. Gli attori sono pochi, il budget ridotto al minimo, la macchina da presa sempre a mano. Essa segue i protagonisti per strada, in automobili, parchi, palazzi, tetri parcheggi sotterranei, locali e condomini. La realizzazione è quindi stata rocambolesca come il film stesso.

Schipper, il regista, aveva a disposizione un budget risicatissimo, sufficiente solo per tre tentativi. Entrambi i primi due sono falliti dopo nemmeno un’ora di registrazione. Il terzo si è tenuto dopo un discorso febbrile d’incitamento da parte di Schipper, dove tutto il cast e la troupe erano terribilmente consapevoli di dover azzeccare ogni azione, ogni tempismo, ogni inquadratura, ogni momento recitativo, tutto al millimetro.

E il risultato è probabilmente un film che vi lascerà con il fiato sospeso, dall’inizio alla fine, come 1917 non potrà mai fare.

di Lorenzo La Bella

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