Viaggio alla scoperta della cucina cilentana, fra tradizione e “food blogging”

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Il Cilento è un territorio straordinario, che offre ai tantissimi turisti che lo scelgono ogni anno come meta vacanziera per i mesi della stagione estiva, non solo un mare cristallino, diversi parchi naturali incontaminati, siti archeologici di rilievo nazionale, numerosi eventi musicali e teatrali di indubbio interesse culturale, ma anche e soprattutto una fantastica cucina che affonda le proprie radici in una tradizione millenaria. Sulle coste affollate dai villeggianti, infatti, i Greci vi arrivarono oltre 3000 anni fa, dando vita a numerosi miti e leggende che rendono ancora più affascinante e ricco di storia questo spicchio di terra compreso tra i Monti Alburni e il Vallo di Diano.
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Visitare il Cilento e non innamorarsi delle sue tradizioni culinarie e contadine è pressoché impossibile.

Numerosi piatti tipici vengono cucinati e celebrati in vari eventi e sagre, prevalentemente estive, e apprezzati da turisti di tutto il mondo. L’imbarazzo della scelta sulle prime prelibatezze da assaporare è notevole, il territorio cilentano è famoso innanzitutto per i tanti prodotti tipici: la mozzarella di bufala, diversa per gusto e consistenza da quella “aversana”; il “caciocavallo impiccato” e servito in occasione di qualunque festa che si rispetti; il carciofo tondo di Capaccio Paestum, marchio IGP; la soppressata di Gioi, presidio slowfood; la cipolla di Vatolla, presente in tantissimi piatti tipici della tradizione.

Se per un turista è difficile restare indifferenti a un’offerta culinaria simile, per chi nasce e cresce in questi territori è praticamente impossibile non ascrivere nel proprio DNA il legame con questo particolare tipo di Dieta Mediterranea. Tra i numerosi “addetti ai lavori”, abbiamo avuto modo di conoscere Francesco Pio Figliola, giovane food blogger di Agropoli, che nel 2017 ha aperto una sua pagina Instagram, “Il Conte Food Blog”. Col solo fine di documentare il proprio punto di vista sui piatti tipici cilentani, la sua pagina Instagram ha raggiunto, in breve tempo, la cifra di circa ventiseimila followers.
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Francesco, per te cosa rappresenta la tradizione culinaria del Cilento?

La cucina cilentana per me rappresenta la famiglia, evoca i ricordi dei piatti cucinati da mia madre quando ero bambino. Gli gnocchi fatti a mano la domenica mattina, il sugo in cottura dalle prime luci dell’alba, gli odori della parmigiana di melanzane del nostro orto e della ciambotta, un piatto tipico cucinato con ingredienti poveri: patate, melenzane, peperoni e pomodorini.

Se dovessi pensare ad un alimento caratteristico del Cilento cosa ti verrebbe in mente?

Senza dubbio il fico bianco, che da qualche anno ha ricevuto il riconoscimento del marchio D.O.P. e che si distingue dagli altri fichi per essere più piccolo e più ricco di fibre e zuccheri. Per noi il fico è sacro, ancora oggi mia madre raccoglie e prepara quelli raccolti dall’albero fuori casa nostra. Si può mangiare in ogni modo: essiccato, fresco, con il cioccolato, con le mandorle.

Rispetto ad un turista, per te che ci vivi, con che occhio guardi la tua terra?

Quello che amo del Cilento è che nonostante ogni anno sia visitato e vissuto da un numero sempre maggiore di turisti, riesce a mantenere intatta la sua bellezza e la sua anima. Per me è impossibile non restare ogni volta estasiato da spettacoli naturali come la Baia di Trentova di Agropoli, la Grotta Azzurra di Palinuro, Punta Licosa, Scario e la meravigliosa Acciaroli. Spesso, per lavoro ho dovuto viaggiare tanto, ma il senso di pace e di scoperta che offre la terra Cilentana non sono riuscito a trovarli in nessun altro posto.


di Raffaele Ausiello

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