Viaggiare è crescere
#Homusturisticus

Il turismo è come il colesterolo, c’è quello buono e quello cattivo”, non lo dico io , che pure mi occupo di turismo da ormai circa 25 anni, ma il Touring Club, autorevole e nobile associazione sempre vigile sull’argomento.
Quello buono genera business: e stando alla logica dei numeri, seppure asfissiante , viene calcolato che ogni anno viaggiano oltre un miliardo di persone. In media per ogni 30 turisti si genera un posto di lavoro; aeroporti che sono passati da 50mila passeggeri a 2 milioni della scorsa stagione. Un esempio è Dubrovnik, che fino a 25 anni fa cercava di risorgere dalla guerra dei Balcani ed oggi si ritrova vittima del suo stesso successo (anche grazie a Games of Thrones, serie di enorme successo).

Turismo come benessere e cultura 

Il turismo buono genera benessere e cultura: che poi è proprio il senso del viaggiare…da sempre anche se sembra aver preso connotazione di contemporaneità ; mentre così non è: perché l’uomo a qualunque latitudine ha avuto ed ha esigenza di andare oltre la propria cerchia ristretta da sempre;
questo serve a capire se stessi più che gli altri, ad abbracciare altre culture, rispettandole e a mescolarle con le proprie innescando un processo di cambiamento , che poi è un momento creativo e di crescita.

Turismo ”cattivo”

Per il turismo cattivo poi assistiamo quotidianamente, e la vera piaga è l’emulazione, ad azioni di vero scempio e sciacallaggio turistico, si veda l’ormai famoso selfie o foto fatta arrampicandosi sulla piramide di Cheope mentre si fa sesso ( che diventa figo, e non si sa perche) il turista in laguna che fa’ il bagno è diventato routine, la mamma che fa salire il figlioletto, un poco incredulo, sulla rovina di Ercolano o di Pompei è all’ordine del giorno…insomma l’elenco è lunghissimo e francamente non se ne può più.
Siamo scostumati, diciamoci la verità e pure un poco da alfabetizzare,
l’homusturisticus è difficile da gestire, ed è più che mai un viaggiatore “mordi e fuggi”, un esemplare che deve fagocitare tutto e lo deve postare subito.

Nella valigia mette prima il proprio ego e poi le mutande.

Mica vuole visitare veramente il luogo con rispettoso spirito di osservazione? Noooo, Vuole semplicemente far vedere di esserci stato testimoniandolo con la foto geolocalizzata, a lui interessano i like nient’altro.
Provate a chiedergli dopo una vacanza cosa ha visto? Si ricorderà solo i nomi dei ristoranti, perché il suo ricordo è legato alla sua esigenza di sfamare lo stomaco mica l’anima.
Dopotutto però , ed aggiungo giustamente, l’homus-turisticus è pur sempre libero. Libero di muoversi e viaggiare come crede, oggi più che mai a buon mercato.
Però una riflessione è necessaria, sul rispetto delle regole che oggi si fanno sempre più restrittive, Oggi fenomeni come l’ overtourism, ci fanno ritrovare tutti insieme contemporaneamente nello stesso posto , fenomeno che prolifera ed aumenta in conseguenza al proliferare del low cost in generale, tutti possiamo fare tutto oggi senza il timore di avere poca esperienza per scalare l’Himalahya ;

Low-cost
Sul low-cost non si finirebbe più di discutere poi : in alcuni borghi, per esempio, soprattutto nelle città d’arte, italiane e non, grandi compagnie d’oltreoceano specializzate nell’affitto di appartamenti a breve termine, hanno letteralmente stravolto le dinamiche economiche del mercato interno degli affitti cittadini. Ma questa è un’altra storia.
Il punto su cui dobbiamo tutti riflettere è che la bellezza è fragile e va tutelata.
Città come Venezia ,per esempio, bomboniera di cristallo che nonostante i tornelli è in preda all’assalto di Unni da tutto il mondo che rende la fruizione di una magnificenza a cielo aperto impossibile per tutti nello stesso momento.

Il viaggiatore, quello vero

Il viaggiatore vero, quello che vuole capire, partendo prima da se stesso, è compito. Ha anch’egli il diritto di fruire del luogo o dell’opera nel silenzio che si merita;
senza intralci e senza essere d’intralcio agli altri.
La bellezza, quella vera, che riempie l’anima, che ci ricorda di averne una, sia essa panoramica, culturale, artistica , esposta o nascosta necessita di sensibilità e concentrazione.
La concentrazione necessita di silenzi e di raccoglimento, solo questo accende i nostri sensi e fa imprimere il nostro ricordo UNICO ed esclusivo nella anima e nella nostra memoria.
Esistono luoghi e monumenti che hanno attraversato guerre, bombardamenti, alluvioni e tremende calamità, dove le popolazioni si sono rialzate grazie alla speranza di cui anche il turismo è portatore.
Dobbiamo essere rispettosi delle bellezze del mondo, in quanto patrimonio di tutti che non vuol dire di nessuno, bensì anche nostro.

di Adelaide Gentile

 

 

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