È vero, se l’Italia avesse eliminato la Svezia nei playoff di Novembre questo Mondiale avrebbe avuto un sapore diverso per noi italiani, delusi dal fallimento degli azzurri targati Ventura e costretti a forzare simpatia per una delle 32 squadre che si contenderanno la Coppa del Mondo. Il mondiale che prenderà il via oggi alle 17 con la partita inaugurale tra i padroni di casa della Russia e l’Arabia Saudita, è una kermesse innovativa organizzata e messa a punto dalla nuova FIFA di Gianni Infantino, che ha lavorato duramente per fare della trasparenza e dello spettacolo i principiali ingredienti del Mondiale che verrà. Anche la Russia, per la prima volta paese ospitante, ha risposto con entusiasmo all’evento e ha messo a disposizione della FIFA stadi, infrastrutture e mezzi di trasporto di primo livello. Sarà anche la prima volta della VAR in un mondiale, con ben quattro ufficiali che guarderanno (e all’occorrenza riguarderanno) tutte le partite della competizione nella cosiddetta “VAR ROOM” di Mosca, in maniera tale da poter utilizzare migliori strumenti tecnologici per analizzare le situazioni dubbie e di comunicare anche a centinaia di km di distanza con il direttore di gara grazie all’efficacissima tecnologia russa.

I GRANDI ASSENTI – L’Italia non sarà l’unica nazionale blasonata costretta a guardare i Mondiali da casa, infatti anche selezioni del calibro di Olanda, Cile, Costa d’Avorio e USA sono state eliminate durante le gare di qualificazione e non prenderanno parte alla competizione in terra Russa. Un discorso a parte meritano i vari Alex Sandro, Joao Cancelo, Radja Nainggolan, Cesc Fabregas, Leroy Sanè, Adrien Rabiot, Alvaro Morata, Anthony Martial e Mauro Icardi, ossia alcuni dei giocatori lasciati a casa dai propri CT, che al termine delle proprie valutazioni hanno deciso di privarsi di calciatori di primissimo livello e di escluderli dalla lista dei convocati. Ci sarà la Svezia, giustiziera degli azzurri nei playoff, ma senza il talento di Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante dei Los Angeles Galaxy non ha infatti preso parte alle gare di qualificazione al Mondiale e allenatore e giocatori hanno preferito fare a meno del gigante ex-Inter e Milan, premiando così i calciatori che si sono guadagnati un posto al Mondiale sul campo.

LE FAVORITE – Chi invece in Russia ci sarà e vorrà ritagliarsi un ruolo da protagonista sarà il Brasile, che sotto la guida di Tite proverà l’assalto al sesto “mundial”. La selezione carioca parte infatti con i favori del pronostico visto l’enorme talento dei calciatori verdeoro e lo stato di forma in crescendo della sua stella Neymar Jr., pronto a riscattare il pesante 7-1 incassato quattro anni fa dalla Germania. Proprio i tedeschi, insieme alla Francia, proveranno a mettere i bastoni tra le ruote al Brasile. Low proverà a difendere il titolo vinto in Brasile nel 2014 e lo farà con una rosa ormai rodata e soprattutto completa in ogni reparto, una squadra che subisce pochi goal e che nei pressi dell’area avversaria fa del cinismo e della freddezza i propri punti di forza. Didier Deschamps è forse l’allenatore che durante questi Mondiali avrà a disposizione la rosa migliore sotto un punto di vista prettamente tecnico, ma l’ex tecnico di Juve e OM dovrà essere bravo a creare una mentalità vincente e a incastrare alla perfezione i talenti su cui potrà contare, dando importanza anche alla fase difensiva e alla tattica, che in questo tipo di competizione possono rivelarsi più importanti della tecnica dei singoli. Merita un discorso a parte la Spagna, che rientra nel gruppo delle quattro favorite alla vittoria finale ma che arriva in Russia con qualche dubbio in più rispetto alle selezioni rivali. Il presidente della Federazione Spagnola Luis Rubiales ha esonerato alla vigilia dell’inizio della competizione il CT Lopetegui, allenatore che aveva portato la Seleccion ai Mondiali e che solo qualche giorno fa era stato annunciato dal Real Madrid come successore di Zinedine Zidane una volta terminata la Coppa del Mondo. La Federazione non ha gradito (per usare un eufemismo) il comportamento e le tempistiche adottate dalla dirigenza dei Blancos e ha affidato a Francisco Hierro, vice di Lopetegui, il compito di guidare le “furie rosse” durante la Coppa del Mondo.

LE OUTSIDER – Dietro le quattro squadre favorite per la vittoria finale, c’è la bagarre delle nazionali che non partono con i favori del pronostico, ma che tengono a non limitare la spedizione Russa ad una semplice comparsa. In testa alla lista delle outsider c’è l’Argentina dell’assai discusso Jorge Sampaoli, coinvolto in un misterioso scandalo che lo avrebbe visto violentare una cameriera al ritiro albiceleste e del solito Lionel Messi, alla continua ricerca del suo primo mondiale. Il potenziale offensivo argentino non si discute, ma lo stesso non si può dire degli altri reparti, in quanto la difesa non è certo impenetrabile e il centrocampo sembra non avere interpreti capaci di comandare il gioco. Chi come Messi è alla ricerca di un mondiale da aggiungere alla propria (interminabile) bacheca di trofei è Cristiano Ronaldo, che cercherà di confermare quanto ha fatto vedere di buono durante gli ultimi Europei, vinti in maniera sorprendente dal suo Portogallo. Ad impaurire le quattro favorite ci saranno anche Belgio e Inghilterra, che tanto di buono hanno fatto durante le qualificazioni e che stanno completando un processo di maturità totale che li porterà in pochi anni a giocarsela alla pari con nazionali più blasonate. Questi Mondiali saranno infatti un’ottima occasione per far crescere i propri giovani talenti, dotati di pregevole tecnica, ma di inconsistente esperienza in campo internazionale.

RECORDMAN E DEBUTTANTI – Il Mondiale che prenderà il via tra poche ore sarà la prima rassegna iridata per Islanda e Panama, che proveranno ad emulare la Slovacchia che nel 2010 raggiunse gli ottavi da debuttante. L’Islanda appare come una nazionale solida e ostica da affrontare e dopo un Europeo molto positivo proverà a sorprendere anche in Russia. Con quello di quest’anno, invece, saranno cinque i mondiali disputati da Rafa Marquez, storico capitano del Messico che raggiunge Carbajal e Matthaus in vetta alla classifica dei giocatori con più apparizioni alla Coppa del Mondo. Insieme a Marquez, i vari Ronaldo, David Villa e Tim Cahill se dovessero riuscire a segnare almeno un goal nella competizione, diventerebbero gli unici giocatori nella storia dei Mondiali ad andare a segno in quattro edizioni differenti. Debutteranno con le proprie nazionali calciatori del calibro di Kylian Mbappè, Isco, Mohammed Salah, Gabriel Jesus, Dele Alli, Marco Asensio, Paulo Dybala e Harry Kane in un Mondiale che per molti potrebbe essere un vero e proprio trampolino di lancio per la definitiva consacrazione. E’ vero quindi che questi Mondiali senza Italia hanno un sapore diverso, ma sembra proprio che ci sarà da divertirsi.

di Vincenzo Costagliola

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