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Magazine Informare ha incontrato Agostino Maranò, organizzatore della mostra indipendente Vernissage Rome nell’ospedale abbandonato Carlo Forlanini di Roma.

Volevo cominciare chiedendoti da dove è nata l’idea per la mostra, e perché proprio il Forlanini…

«Da una serata un po’ ebbra, in verità, un po’ come i simposi dell’antica Grecia. Il giorno dopo mi sono subito messo a disegnare loghi e cercare luoghi. La prima idea era di creare una mostra itinerante, che andasse in giro per il mondo in posti abbandonati come il Forlanini, o poco conosciuti come lo stadio di Domiziano dove si è svolta la prima effettiva di Vernissage Roma».

E gli artisti?

«Ho lavorato sempre nello spettacolo, tra radio ed eventi, conoscendo un sacco di artisti. Molti hanno accolto l’idea entusiasti, altri hanno visitato la mostra e alla fine sono arrivato ad avere più di settanta artisti diversi (senza chiedere commissioni, naturalmente), tra visual art, sculture, musica, eccetera, e spero che tutto ciò mi aiuti nel mio prossimo progetto».

Ossia?

«Ottenere un posto abbandonato di cui prendermi cura e rilanciarlo, in cui organizzare qualcosa che sia insieme una mostra, uno spazio di lavoro e una scuola, un workshop per ragazzi che non possono permettersi un’accademia».

Un polo culturale, insomma…

«Certo! Tu conta che l’ex Forlanini era un tempo una cittadella indipendente—con una scuola, una caserma, un teatro—e poi alla fine la Seconda Guerra Mondiale, le rivolte dei malati di TBC, la scoperta della cura, le crisi economiche…qui ne sono successe tante, di storie, e me ne sono innamorato».

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Il tuo progetto di riqualificazione non è l’unico a Roma, come il Forlanini non è l’unica meraviglia abbandonata. Ritieni che sia sufficiente, sotto questo punto di vista, l’impegno artistico, o debbano intervenire gli enti statali?

«Realisticamente, non siamo messi bene a livello economico. Da uno Stato povero non si può chiedere reddito di cittadinanza o migliori servizi tramite le tasse quando siamo tra i primi evasori fiscali al mondo. Posti come il Forlanini dovrebbero essere semmai dati a progetti credibili che vengono dai cittadini. Mettiamo che io voglia riqualificare il Forlanini–lo Stato può darmelo con acqua e luce pagati a patto che io lo utilizzi per uno scopo socialmente utile e copra tutte le altre spese. Ciò creerebbe, secondo me, un associazionismo non solo tra gli artisti, ma tra le persone comuni, che ritengo apprezzerebbero una simile lotta al degrado».

Incoraggiando i cittadini stessi a far partire questa ripresa dal basso…

«E separando i progetti di merito da chi cerca di approfittare di questi luoghi a puri fini di lucro. Bisogna tentare tutto. Il fatto che la mostra duri solo fino a fine settembre mi rattrista, perché il Forlanini tornerà abbandonato, ma spero di potergli ridare dignità molto presto con il progetto di cui ti ho parlato».

Lo spero anch’io. Grazie mille, Agostino. E buona fortuna.

di Lorenzo La Bella

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